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Benvenuto nel Mio Blog!

In questi anni, mi hanno spesso chiesto come mai non avessi un blog.

E quando poi, due anni fa, ho scritto il libro “Web 2.0. Internet è cambiato, e tu?” hanno iniziato a prendermi in giro in rete (sempre affettuosamente, però: grazie :) ). Nei blog si rincorrevano le citazioni del mio titolo, che mi si era ormai rivoltato contro. “Vito: internet è cambiato, e tu?” mi scrivevano, in coro.

La verità è che scrivere un blog mi sembrava un atto di vanità, però poi ho capito. Ci ho messo un po’ ma ho capito … Gli amici della rete avevano ragione; come (quasi) sempre, del resto. Un blog, seppure personale, non ruota intorno al blogger ma alla conoscenza, da condividere. E questo va bene, ed allora eccoci qui. Sta per partire il mio blog, si chiamerà blogging the future perché questo è il mio mestiere e, se ciò che conta è la conoscenza da condividere, è in questo campo che ho qualcosa da dare. Cercherò di segnalarvi il futuro, l’innovazione, i trend crescenti, il nuovo che avanza, le dinamiche del cambiamento, i progetti e i prototipi. Di questo parlerà, tutti i giorni, il nostro blog e lo farà con tante immagini: video (mai più lunghi di 4 minuti, però) o, in assenza, gallerie di (belle) foto. Avrà testi brevi ma link per approfondire, e chiavi di ricerca per trovare in fretta ciò che volete (specie quando – posta oggi, posta domani – gli argomenti saranno centinaia). Sarà, spero, nella vostra lingua: ne ho scelte sei, guardate le bandierine.

Aiutatemi a fare questo blog come vi piacerebbe che fosse. Ho molto voglia di sentirvi, di sapere cosa vorreste trovarvi, cosa vi piace di più, cosa ho dimenticato. Scrivetemi per consigliarmi, ok? mi trovate a vito@vitodibari.com

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Affari&Finanza / Consigli

Il futurologo Jim Carroll si concentra sull’innovazione per aiutare le popolazioni colpite da crisi economica

Il futurologo Jim Carroll ha trovato un nuovo settore nel mondo del self help (“auto-aiuto”): con lo speranzoso libro intitolato “10 Great words for innovation” (“10 grandi parole per l’innovazione”) ha creato regole motivazionali, volte a svegliare il pubblico dalla sua attuale situazione di letargo e far prevedere un futuro più luminoso.

Futurologo Jim Carroll

Negli ultimi anni una miriade di libri di self-help, lezioni e video motivazionali, sono arrivati sul mercato per assistere le persone che sono state colpite duramente nella recente crisi economica. Jim Carroll, uno dei più importanti futurologi, esperto di trend e innovazione, ha scritto“10 Great words for innovation” (“10 grandi parole per l’innovazione”). Questo documento, scritto per portare le persone sulla giusta strada, si concentra su dieci importanti parole: osservare, pensare, cambiare, sfidare, bandire, provare, autorizzare, domandare, crescere e fare.

Per leggere i sottotitoli nella tua lingua, clicca Arrow Up, poi sposta su Arrow Left.

Alcune delle più grandi organizzazioni al mondo, come Walt Disney Corporation, CapitolOne, Nestle e Visa si rivolgono a Jim Carrol quando cercano di comprendere il futuro. È diventato internazionalmente riconosciuto grazie alla sue intuizioni avanguardistiche. È stato definito da Business Week come una della quattro fonti principali di comprensione della creatività e dell’innovazione, ed è stato un ospite importante del programma di prima serata di CNCB, Il futuro dell’innovazione, presentato da Maria Baritoromo.

Secondo Carroll, in questi tempi incerti, è importante cambiare i propri atteggiamenti, le proprie azioni e i propri approcci. Usando le parole e le linee guida presenti “10 Great words for innovation”, le persone possono imparare a sviluppare nuove competenze in un nuovo mercato e contestare le ipotesi inerenti.

Jim Carroll offre nuovi modi positivi con cui guardare al futuro. Dovremmo guardare avanti verso nuove possibilità invece di temere quello che può accadere. Forse possiamo cambiare le cose semplicemente avendo migliori prospettive di vita.

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Intervista / People

Intervista con la neurologa italiana Rita Levi-Montalcini: “Il progresso dipende dal nostro cervello. La parte più importante del nostro cervello, che è la parte neocorticale, deve essere usata per aiutare gli altri e non solo per fare scoperte.”

Rita Levi Montalcini

Durante un’intervista presso il programma, Che tempo che fa, la neurologa e vincitrice del premio Nobel, Rita Levi Montalcini, ha parlato delle funzioni del cervello e dell’importanza dell’aiutare il prossimo. Cosa hanno in comune queste due cose? Secondo la neurologa, noi possiamo controllare le nostre azioni ed emozioni, usando una parte diversa del nostro cervello.

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La neurologa italiana, Rita Levi-Montalcini, in un’intervista con Fabio Fazio, afferma che “il progresso e la ricerca devono continuare; non si può chiudere il cervello con un lucchetto”. Cosa ha portato questo prestigioso rappresentante della comunità internazionale scientifica a parlare del cervello e del bisogno di aiutare gli altri?

Rita Levi-Montalcini è nata nel 1909 a Torino. Sebbene suo padre credesse che le donne non dovessero perseguire una carriera, Rita ha conseguito la laurea con lode in Medicina, nel 1936 presso l’università di Torino. Successivamente a continuato gli studi prendendo una laurea di specializzazione in neurologia e psichiatria, nel 1940. Nel 1986 ha ricevuto il Nobel per la medicina grazie alla scoperta fatta con il collega Stanley Cohen sul fattore di crescita dei nervi (Nerve growth factor – NGF). Nel 2001 è stata nominata senatore a vita.

La sua curiosità intellettuale non si limita agli studi di teoria scientifica; è sempre stata interessata anche ai cambiamenti della società umana. La sua ricerca non è condotta solo per un interesse scientifico. Rita ha anche una forte convinzione ed un messaggio per il futuro: è fondamentale per le persone, da un punto di vista scientifico, avere un obiettivo che includa aiutare tutte quelle persone che non hanno il privilegio di appartenere all’èlite scientifica e tecnologica.

Rita ha scoperto che l’uomo nasce socievole, perché è guidato dalla parte di cervello dominata dal lobo limbico, che è definito dalla emozioni. Ma quali sono le implicazioni di questa osservazione? Le nostre azioni, che provengono dalla parte emozionale del nostro cervello, possono avere conseguenze dannose. Quindi i nostri comportamenti provengono da impulsi primitivi. La sua conclusione è che possiamo usare la nostra neocorteccia per compensare questi atteggiamenti. In altre parole, il nostro futuro può essere cambiato. Dobbiamo lottare per il controllo e l’utilizzo della neocorteccia al posto del sistema limbico, allo scopo di controllare le nostre azioni e i nostri comportamenti.

Il nostro futuro si trova nel nostro cervello.

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People / Testimonial

L’economista Alex Tabarrok spiega come le nuove idee possano nutrire il mondo

Alex Tabarrok

Secondo l’economista Alex Tabarrok, le nuove idee nutriranno il mondo attraverso la globalizzazione. All’evento promosso dalla Ted, Alex Tabarrok ha spiegato come un mercato globale possa incrementare l’incentivo a produrre nuove idee, che a sua volta porteranno ad una crescita e a prosperità.

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“Un’idea, un mondo, un mercato”

Il libero scambio e la globalizzazione non sono certo nuovi argomenti di discussione. Tuttavia sono modi in cui possiamo cambiare il mondo e farlo diventare una comunità ricca.

All’evento organizzato dalla TED, l’economista Alex Tabarrok rassicura il pubblico sul fatto che “il meglio deve ancora arrivare”, attraverso la condivisione di idee e la globalizzazione. Tabarrok è il co-autore del blog di successo, MarginalRevolution.com, oltre che essere il direttore della ricerca dell’Indipendent Institute. L’interesse di Tabarrok per l’economia, la legge e per le politiche pubbliche lo hanno aiutato a trovare modi in cui nutrire il mondo di nuove idee.

L’equazione è relativamente lineare: le nuove idee portano alla crescita. Come una mela può nutrire una persona, un’idea ne può nutrire milioni. Con l’obiettivo di produrre nuove idee, le persone devono aumentare gli incentivi a creare nuovi progetti. Tabarrok si domanda come possiamo massimizzare gli incentivi e la risposta è la globalizzazione; mercati più ampi generano profitti maggiori.

Tabarrok crede che le idee sono fatte per essere condivise. Mentre molti paesi diventeranno più ricchi grazie alla globalizzazione, e sarà così possibile investire di più nei creatori di idee, come scienziati e ingegneri.
Da troppo tempo gli Stati Uniti d’America sono stati i leader nel proporre idee; se più persone nel mondo avessero avuto l’abilità di creare nuove idee, potremmo aumentare il numero di creatori e le idee potrebbero essere condivise da tutti

Il mondo deve diventare più globalizzato al fine di generare e condividere idee. Attraverso il libero scambio e ad un mercato globale, il mondo potrebbe diventare più ricco e prospero di quanto chiunque possa aver mai immaginato.

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Ambiente / Testimonial

Rachel Armstrong ridefinisce il concetto di architettura utilizzando materiali metabolici

Rachel Armstrong

È possibile creare un’architettura vivente, capace di rigenerarsi proprio come fanno gli organismi viventi? Grazie ai suoi studi, le sue visioni e ambizioni , Rachel Amstrong ha reso quest’idea più realistica. Infatti, usando un’architettura che cresce da sola, Amstrong crede che saremo in grado di salvare Venezia dall’inondazioni.

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Rachel Armstrong ha ideato un modo per unire l’architettura e la biologia. Rachel crede che sia possibile creare materiali, da costruzione, di ingegneria chimica che cresce, si ripara da sola e risponde ai cambiamenti. Questi materiali possono anche essere usati per salvare Venezia, una delle città più belle del mondo, dal suo lento affondare nelle acque.

Armstrong definisce il corrente metodo di fare architettura come vecchio, vittoriano; per costruire i nostri edifici e case vengono usati materiali inerti. Mentre questa osservazione può non sembrare un problema per molte persone, Amstrong non considera questo metodo sostenibile. L’architettura invece dovrebbe essere connessa al mondo naturale e comunicare con materia viva. Visto che questi materiali non esistono già in natura, Amstrong sta lavorando per generare questi elementi da zero. Ha ricercato
“materiali metabolici” che sono materiali da costruzione che possiedono alcune delle proprietà dei sistemi viventi, che possono essere manipolati per diventare architetture in crescita. Questi materiali saranno in grado di rispondere ai cambiamenti dell’ambiente e di adattarsi ad essi.

Protocellule, che sono fondamentalmente sacchetti grassi che non contengono DNA e che sono alimentati da una batteria chimica, capaci di comportarsi in un modo che può essere descritto solo come vivente. Sono capaci di muoversi attorno al loro ambiente, senza subire reazioni complesse, e seguendo gradienti chimici. Usando la tecnologia delle protocellule, Amstrong spera di creare materiali metabolici sostenibili. Anche se per perfezionare questa tecnologia si impiegheranno anni, si spera che un giorno questi materiali serviranno a salvare città morenti.

Venezia è costruita su pali di legno che vengono erosi da anni e anni. Mentre la bella città italiana continua ad affondare, Amstrong spera che la tecnologia delle protocellule sarà in grado di far crescere una scogliera calcarea attorno ai pali. Queste cellule sarebbero usate per rinforzare di proposito la struttura invece di creare una barriera nei canali.

Non solo questa tecnologia sembra essere plausibile ma consisterebbe anche in una grande innovazione per l’architettura. Oggi più che mai si accentua l’idea di essere il più possibile “eco-friendly” e “green”; e quale modo migliore per connettersi con la natura se non attraverso questa tecnologia? È un nostro dovere quello di salvare le città storiche e i materiali metabolici potrebbero essere la risposta giusta ai nostri problemi. Inoltre mentre il nostro mondo diventa tecnologicamente e scientificamente più avanzato, sarebbe responsabile aggiornare alcune delle nostre vecchie pratiche.

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Affari&Finanza / Testimonial

L’esperto d’innovazione Gary Hamel discute sulla ristrutturazione della gestione del management

Gary Hamel

L’innovatore ed esperto di strategie, Gary Hamel condivide il suo punto di vista sul fatto che il management ha bisogno di essere reinventato allo scopo di soddisfare le nuove esigenze del business.

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All’evento del 2008 del World Innovation Forum, l’esperto d’innovazione Gary Hamel ha condiviso la sua opinione sul fatto che il management è come se fosse rimasto indietro nel tempo e che quindi deve essere riformulato. Nella sua discussione sul perché il management non sia aggiornato, usa un interessante metafora: se dovessimo resuscitare un amministratore delegato degli anni ’60 e successivamente lo posizionassimo in un sistema management di oggi, siamo certi che non troverebbe troppe differenze. Il management di oggi continua a funzionare nello stesso modo, con una gerarchia di comando e importanti decisioni fatte solo dalle persone che stanno in vetta.

Gary Hamel, tra i più grandi esperti mondiali di strategia e innovazione, ci sollecita a riflettere sulle necessità di una rinnovazione del management al fine di organizzare e mobilitare le capacità umane. Il Wall Street Journal recentemente ha classificato Hamel come il pensatore più influente, a livello mondiale, del mondo degli affari, e la rivista Fortune lo ha definito “il maggior esperto al mondo di strategia  aziendale”.

Secondo Hamel, le certezze passate, che ognuno porta dentro, hanno avuto effetti dannosi nelle realtà organizzative di oggi e i manager devono avere nuovi principi allo scopo di poter superare le difficoltà che l’economia prevede. Inoltre il web sta dimostrando un incredibile forza quando si tratta di modificare sistemi organizzativi inefficienti che si sono consolidati nel tempo.

L’innovazione autentica non è quella dei prodotti, del processo o della strategia. Il vantaggio competitivo  che dura più a lungo è quello che deriva dall’innovazione dei metodi organizzativi e dalle capacità delle persone che guidano l’agenzia.

È difficile immaginare come qualcosa che rimanga invariato per così a lungo nel tempo possa poi trasformarsi all’improvviso. Comunque non possiamo ignorare i cambiamenti che la tecnologia sta portando avanti per la struttura organizzativa, cambiando i rapporti di chi è al potere, democratizzando il processo decisionale e contando su un sistema sempre più raffinato di intelligenza collettiva.

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Consigli / Spettacoli&Cultura

Andy Warhol: tre consigli per un futuro legato all’arte, da una visione artistica che non ha mai avuto rivali

Andy Warhol

La biografia di Andy Warhol non è semplicemente una serie di eventi, bensì una storia sulla vita: è la storia di un’esistenza legata a tutto ciò che è stato descritto come creativo. La biografia di Andy Warhol è la testimonianza di un genio artistico che, grazie alla sua sensibilità, ha previsto ogni tendenza e movimento artistico. Qui ci sono tre consigli per gli artisti di oggi da parte di qualcuno che sapeva come vivere nel futuro, e che ha ancora successo nel presente.

Figlio di un immigrante sloveno, Andrew Warhola è nato in Pittsburg, Pennsylvania, il 6 agosto 1928. I suoi talenti erano numerosi e vari: pittore, scultore, fotografo, regista, attore, produttore musicale, star televisiva, modello e pubblicitario. La sua vita è stata una continua ricerca dell’ignoto, e visse il futuro come se fosse il presente.(His life was a continuous search for the unknown, and lived in the future as if it were the present.) Oggi si può dire che la sua vita fu il culmine di tutto quello che fu innovative e radical negli anni ’60, durante il periodo della pop art e dei film underground, ma anche degli anni ’70 e ’80, durante l’inizio dell’epoca postmoderna.

La famosa Factory, dove i suoi quadri e i suoi film prendevano forma, era la sua Hollywood privata; una fucina di sogni, e un punto di ritrovo dove amici, prostitute, artisti e importanti galleristi potevano incontrarsi per condividere pensieri e idee. Perché Warhol era così unico? Aveva la straordinaria abilità di penetrare i fili intrecciati della cultura contemporanea e rilevare sia gli aspetti negativi che quelli positivi della società americana.

Chi era in realtà l’artista che cambiò l’arte contemporanea? Chi sapeva come vivere nel presente avendo sempre un occhio per il futuro? Dalla profondità della creatività di Warhol e del suo genio artistico, ecco tre consigli riguardo la vita e l’arte:

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Consigli / Spettacoli&Cultura

Arnaldo Pomodoro: le riflessioni sulla vita dello scultore italiano, osservate attraverso le sue sculture e il loro contesto

Arnaldo Pomodoro

Arnaldo Pomodoro è più che un artista e un orafo; la sua vivacità proviene dalle sue visioni innovative. Qui trovate alcuni pensieri di valori provenienti dall’artista stesso, le sue previsioni sulla vita, l’arte e il futuro.

La reputazione mondiale di Arnaldo Pomodoro ha origini umili. È nato a Morciano, in Romagna, il 23 giugno del 1926. Dopo la nascita del fratello, Gio Pomodoro, un altro scultore di cui il talento è riconosciuto a livello internazionale, la sua famiglia si è trasferita dalla bellissima campagna a Pesaro. È stato in quella città che i fratelli sono stati in grado di studiare e produrre le loro prime creazioni artistiche. Arnaldo servì come consulente per il restauro di edifici pubblici di Pesaro, durante gli studi di scenografia e di lavoro come orafo.

Dopo la morte di loro padre nel 1954, Arnaldo e Gio si trasferirono con il resto della loro famiglia a Milano, e cominciarono a immergersi nella cultura artistica. Quell’anno il suo lavoro fu esibito per la prima volta alla Galleria Numero a Firenze e nella Galleria Montenapoleone a Milano. Nel 1955 la sua scultura fu esposta per la prima volta alla Galleria del Naviglio, a Milano.

Durante la fine degli anni ’60 e gli inizi degli anni ’70 eseguì commissioni per la scultura all’aperto in Darmstadt, New York e Milano. Nel 1995 il comune di Rimini gli commissionò una scultura in memoria di Federico Fellini; nel 1996 l’opera Sfera con sfera dal diametro di 3m e 30 cm è stata posta in piazza delle Nazioni Unite a New York; e nel 1998 ha ricevuto una l’incarico di creare il portone per la cattedrale Cefalù.

La lista delle realizzazioni e dei premi vinti da Arnoldo durante la sua carriera è tanto lunga quanto prestigiosa. Il ritratto della sua vita, come è stato dipinto finora, è quello di un’artista che ha espresso nelle sue opere il suo essere italiano, ma che rimane sempre pronto a guidare il suo talento verso nuove e innovative direzioni. E per quanto riguarda la sua arte? La sua arte mantiene le radice nel passato, da attenzione al presente, ed è sempre un passo avanti verso il futuro.

Attraverso gli occhi di un artista, ecco alcune riflessioni sull’arte, il presente e il futuro:

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Edizione Limitata / People

Il progetto per la giacca antiaggressione, progettata dalla ricercatrice della MIT e da Adma Whiton, protegge le donne dalle aggressioni

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Spray antiaggressione o tecniche di auto difesa sono modi comuni per difendersi da aggressione fisica. Tuttavia, ora c’è anche un altro modo per sentirsi sicuri: la giacca no contact, una giacca che emette shock elettrici in modo da evitare ogni tipo di assalto fisico. Mentre chi la indossa non sente nulla grazie ad un rivestimento in gomma presente al suo interno, l’assalitore sentirà uno shock pari a quello che sente una persona se infila le dita in una presa. La giacca no-contact, progettata da una ricercatrice della MIT, Yolita Nugent e dal suo fidanzato Adam Whiton, può aiutare le persone ovunque.

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Beauty / Edizione Limitata

Fitbit Traccia il Movimento e il Sonno, Tenendo le Persone Sane e Attive

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Immagina di avere un personal trainer e un nutrizionista proprio nella tua tasca. Vi presento FitBit: è un piccolo device che traccia automaticamente il moviemento e il sonno dell’utilizzatore, permettendo alle persone di sapere tutto sulle loro attività quotidiane. In breve Fitbit ti conosce meglio di quanto tu non conosca te stesso. Il device contiene un sensore di movimento 3D e converte tutte le informazioni che capta in informazioni utili. Essere in forma e mangiare bene sarà sicuramente più facile.

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Intervista / People

La casa cupola di Dennis Johnson è a basso consumo energetico e “vi dà la maggior quantità di spazio con la minima quantità di materiali”

Dome Home

Dennis Odin Johnson ha disegnato, seguito la lavorazione e la costruzione di case ecologiche dal 1971. La sua compagnia, la Natural Spaces Domes, è una delle principali produttrici di case a cupola geodetica nel mondo. Durante i suoi quasi 40 anni nella costruzione di cupole, si è concentrato principalmente nell’educazione e la promozione dell’aspetto ecologico e della sostenibilità ambientale delle case a cupola , oltre che di tutte le costruzioni in generale.

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Cos’è esattamente una casa cupola? In un’intervista con Planet Green TV, l’architetto e progettista, Dennis Odin Johnson, ridisegna la nostra idea di casa. Situata nel North Branch (Minnesota), la Bear Creek Dome è “energicamente efficiente e ti dà la maggior quantità di spazio usando la minima quantità di materiale”. Per più di 30 anni, Natural Spaces Domes ha costruito case cupole ecologiche che forniscono sia i comfort di una casa normale, che la soddisfazione di aiutare nel tenere pulita la terra.

Bear Creek Dome, oltre ad avere una forma unica, è più funzionale rispetto le solite case a “scatola”. Basata sulla cupola geodetica, diventata popolare negli anni ’50, la Bear Creek Dome ha un diametro di 14,9 m e la sua forma sferica fornisce alla casa la forza sufficiente per resistere a terremoti e venti che soffiano ad una velocità di 320 km/h. Le case cupola sono più pulite e più salutari per l’ambiente e per l’uomo. La forma della cupola usa il 60% in meno di materiali strutturali rispetto alle case convenzionali. Le case costruite dalla Natural Spaces sono a basso consumo energetico e tutti i materiali usati sono il più possibile naturali. Le case cupole sono più salutari anche per le famiglie, infatti i pannelli non contengono sostanze tossiche.

Dome Home

Un aspetto importante, che Johnson sottolinea, è il fatto che le persone non devono rinunciare a nessuno dei comfort o degli agi che hanno nelle tradizionali case. Bear Creek Dome, infatti, è più spaziosa di quello che può sembrare in apparenza. La casa ha abbastanza spazio da poter ricavere al suo interno più camere da letto, un’ampia cucina, un soggiorno, un ufficio ed un’area per l’intrattenimento.

Oggigiorno le persone stanno prontamente scegliendo di guidare macchine ibride, indossare vestiti con fibre naturali, quindi sembra naturale che il prossimo passo sia quello di scegliere di vivere in case che rispettino l’ambiente. Dovremmo rinunciare a poco, se ogni cosa, se tutte le nuove case fossero costruite seguendo questa moda ecologica e in più ci assicureremmo di fare qualcosa per garantire il preservare delll’ambiente per le generazioni a venire. La filosofia di Dennis è piuttosto rivoluzionaria: se oggi investiamo in un’esistenza più ecologica, domani vivremo meglio.

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