Pianeta

Una soluzione per il problema ambientale dei sacchetti di plastica? Il polimero (plastica dura), auto-curativo può essere riusato infinite volte

Scienziati dell’Università di Delft in Olanda hanno sviluppato un materiale polimerico auto curativo che è sia riusabile che duraturo, e che può diventare la nostra soluzione per rendere obsoleti i comuni sacchetti di plastica.

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La maggior parte delle persone sono coscienti dell’attuale crisi per l’accumulo di sacchetti di plastica in tutto il mondo. La plastica è uno dei materiali più difficili da riciclare e non è facilmente biodegradabile. La busta di plastica media ha una vita di 20 minuti prima di essere gettata via. Questo enorme accumulo ha avuto un effetto negativo sull’ambiente ma nel futuro ciò cambierà.

Da quando l’uso di massa di sacchetti di plastica è diventato un problema ambientale, molti negozi considerati i principali colpevoli non ignorarono la situazione e escogitarono delle soluzioni vitali. Green-wise è un sacchetto della spesa che non si strappa e che può essere usato di nuovo più e più volte, diversamente da quelle buste di plastica leggere e sottili che spesso si rompono dopo il primo uso. Insieme ai sacchetti Green-wise, questi enormi supermercati americani stanno dando ai propri consumatori la scelta se usare buste di carta, un altro metodo per attenuare l’abbondanza di spreco di plastica.

Una squadra di scienziati olandesi ha sviluppato un materiale polimero termale e  auto-curativo che è stato realizzato usando un metodo di lavorazione semplice ed efficiente. Questo materiale può essere riusato infinite volte e può salvare milioni di tonnellate di rifiuti ogni anno. Questa nuova tipologia di plastica è dura, e consente ad alte temperature di trasformare in materiale “vergine” quello appena usato dal consumatore.

Questo materiale è un modo innovativo di risolvere il problema mondiale dei rifiuti, dal momento che renderà i prodotti facilmente riciclabili e riusabili.

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National Texting Championship: sfida all’ultimo SMS

Le nuove tecnologie non stanno solo rivoluzionando anno dopo anno le nostre abitudini quotidiane o la nostra realtà lavorativa e comunicativa, ma stanno ovviamente creando nuovi costumi. Una prova evidente è il campionato il natinal texting championship: concorso americano che incorona il più veloce scrittore di sms. Sono solo tre le edizioni fino ad ora, ma l’evento sta coinvolgendo l’entusiasmo di un numero sempre maggiore di giovani americani. Il vero trend è che, sebbene il nuovo concorso sia diretto specialmente ai giovani, l’età media ora si sta pian piano alzando.

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Sapete cosa c’era scritto nel primo SMS della storia? “Merry Christmas”. Era il Natale del 1992, e il 22enne Neil Papworth mandò gli auguri al collega Richard Jarvis, che in quel momento era ad un party natalizio vicino agli stabilimenti Vodafone di Newbury, in Inghilterra.

Per spedire il messaggio Papworth usò la tastiera di un computer. Scrisse il messaggio e diede inizio ad una nuova era della comunicazione.

Sono passati 18 anni, e il numero di SMS inviati ogni giorno supera i 2 trilioni. Parole che attraversano in lungo e in lagro il pianeta, e che i più giovani hanno iniziato a trasformare, rimodellandole sui loro bisogni e codificando, di fatto, un nuovo linguaggio. Per superare i limiti di spazio – 160 caratteri – hanno recuperato le abbreviazioni della simbologia matematica, eliminato le vocali, assegnato una nuova funzione ai numeri, e creato le emoticon. I teenager sono i principali detentori di questa nuova competenza linguistica, e loro campione è una ragazza di 15 anni. Si chiama Kate Moore e si è aggiudicata i 50.000 dollari di premio dell’LG U.S. National Texting Championship.

Giunta alla sua terza edizione, la competizione prevedeva una serie di prove, da superare senza errori, nel minor tempo possibile e utilizzando abbreviazioni standardizzate.

Le innovazioni sono tali quando cambiano le nostre abitudini quotidiane, quando creano nuovi comportamenti che progressivamente si diffondono fino a coinvolgere fasce sempre più ampie di popolazione. La vincitrice dei campionati di SMS oggi è una ragazza di 15anni, ma l’età media dei partecipanti si sta alzando, e nelle prossime edizioni avremo sicuramente un vincitore a sorpresa.

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myFuture

Milano nel 2015 diventerà una città magica

Expo Milano 2015

L’Esposizione Universale del 2015 cambierà la città di Milano, così come anche tutta l’Italia. L’Expo2015 porta con sé un grande potenziale sia per l’Italia che per il futuro.

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“Milano nel 2015 diventerà un città magica,” E’ così che ho spiegato l’Esposizione Universale del 2015 al programma Nea Polis nel canale televisivo Rai 3. Milano è una città magica piena di nuove tecnologie che presto diventerà un riferimento per l’innovazione e il design.

Molte Expo nel passato hanno lasciato grandi cambiamenti nelle città ospitanti. A Bruxelles fu dato l’Atomium, e alla Francia la Tour Eiffel. Questo monumento di ferro fu completamente innovativo per la sua epoca. Era avanguardistico ed inaspettato e anche non del tutto apprezzato da qualcuno. Ed oggi rappresenta un monumento dell’innovazione e dell’arte. Questa Expo nel 2015 rappresenterà nella storia un punto in cui l’Italia ridefinisce se stessa non solo come la nazione dell’arte antica e delle antiche civilizzazioni; mostrerà che è una nazione che guarda al futuro e che è una delle migliori in campi come l’ingegneria, l’innovazione ed il design.

Quando stavo pianificando il progetto per la candidatura italiana per l’Expo 2015, ho progettato innovazioni come marciapiedi costruiti con dei sensori che si adattano a te e ai tuoi passi mentre cammini, edifici colorati con nanotecnologie inserite nella pittura che cambiano colore in base alla giornata e occhiali da sole che ti consento di vedere la città come appariva secoli fa. All’Expo, saremo meravigliati da tecnologie e innovazioni che sembrano irreali come queste idee. Ma è così come ci muoveremo in avanti,prendendo idee e escogitando come renderle realtà. Ma quando la gente mi chiede quale delle mie soluzioni, tra le 25 che ho progettato, valuto di più, la mia risposta è il primo parco olografico del mondo che mostrerà edifici e monumenti alti fino a 30 metri. Mostrerà i personaggi e le cose che hanno fatto grande Milano, ma saranno immateriali, fatte d’aria, che si possono spegnere in qualsiasi momento, perfettamente eco-compatibili.

Un’esposizione che dimostra dove il mondo sta andando. Questo è ciò a cui si riferirà l’Expo del 2015 a Milano. Ci riferiremo a quella data come l’arrivo di nuove soluzioni innovative. Abbiamo tanto da aspettarci e tanto da controllare per l’Expo 2015 che mancano solo 5 anni.

Milano per l’Expo sarà sicuramente magica con una meravigliosa tecnologia mai vista prima. Non ci sarà nessun coniglio da tirar fuori dal cappello però; la magica è nell’innovazione che ha portato in vita tutte questa idee.

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Spettacoli&Cultura

L’invisibilità non è più un superpotere

Gli scienziati dell’Università di Berkeley in California hanno progettato dei materiali che modificano la direzione visibile naturale della luce, e fanno sì che l’oggetto appaia invisibile agli occhi umani. Questi materiali 3D curvano le onde luminose attorno all’oggetto a cui sono applicate. Grazie a questa nuova tecnologia, potrebbe essere possibile nel prossimo futuro andare in giro con un cappotto invisibile.

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Era il 1961 quando Stan Lee e Jack Kirby disegnarono ”I Fantastici quattro”, dando vita ad una fortunatissima serie di fumetti e personaggi che hanno divertito milioni di lettori. Chi, tra di voi, conosce le avventure di questi super eroi, ricorda il personaggio di Susan Storm, la “Donna Invisibile”.

Dopo circa 40 anni, quello che sembrava destinato a rimanere nella pagine dei comics è stato sperimentato con successo in laboratorio.

Alcuni interessanti tentativi risalgono già al 2006 , quando in North Carolina, presso la Duke University, alcuni ricercatori diretti dal Prof. David Smith avevano creato un “meta-materiale” che, come uno scudo, deviava microonde elettromagnetiche, rendendo così gli oggetti visibili solo a specifici rilevatori.

In soli 3 anni sono stati compiuti significativi passi in avanti.

All’università di Berkeley in California, un team di scienziati del “Nanoscale Science and Engineering Center”, diretto dal Professor Xiang Zhang, ha messo a punto per la prima volta un materiale 3-D in grado di invertire la direzione naturale della luce visibile e di quella vicina ai raggi infrarossi.

Si tratta di una scoperta che potrebbe contribuire a formare la base per l’ottica delle immagini ad alta risoluzione, nanocircuiti per computer di ultima generazione, e, per la gioia dei fanatici di film di fantascienza, anche per mantelli in grado di rendere gli oggetti invisibili all’ occhio umano.

I vantaggi di questa tecnologia 3D risiedono inoltre, nell’avere un costo di produzione inferiore ad altri “meta-materiali”, e nell’essere facilmente riproducibile.

Non rimane altro che immaginare le innumerevoli applicazioni che scaturiranno da questa scoperta, sperando che non sia solo il settore militare a goderne i benefici.

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Ambiente

Joanna Borek-Clement di San Francisco si immagina Sky-Terra, un nuovo design architettonico per alleviare strade dall’inquinamento e dal caos cittadino

La designer di San Francisco, Joanna Borek-Clement ha creato un design urbano architettonico innovativo che potrebbe alleviare l’inquinamento e le strade affollate. Sky-Terra è un sistema strutturale basato sul concetto di aggiungere un nuovo livello amico dell’ambiente alle più grande città, creando nuovi spazi pubblici per città già affollate.

Sebbene i grattacieli possano essere considerati belli, c’è chi si lamenta perché rovinano l’orizzonte saltando agli occhi come un gigante tra i pigmei. Guardati attorno in una qualsiasi grande metropoli e noterai le stesse cose: non c’è spazio per un’espansione, inquinamento, strade cittadine trafficate, un vasto schieramento di edifici che tolgono la luce del sole dalle strade. Gettano sulla città un’ombra minacciosa ed inquietante, togliendo il calore del solo e sostituendolo con le ombre e una temperatura più fresca. Il bisogno di spazi pubblici è cruciale in qualsiasi metropoli in espansione.

Joanna Borek-Clement è una designer di San Francisco che si è immaginata un nuovo modo di costruire palazzoni usando un nuovo design architettonico. Il suo design è ispirato dalla forma di un neurone, e farebbe in modo che le strade fossero riempite di parche ed edifici ricreativi per la comunità. La sua idea mostra edifici  che spuntano dalla terra e che si allargano ampi verso il cielo, costruendo in qualche modo un altro strato lontano dal terreno. Queste torri interconnesse sarebbe costruite anche con materiali di produzione di massa che consentirebbe il risparmio di energia critica e risorse preziose.

Mi piace questo progetto perche è molto significativo per l’ambiente e per migliorare in generale la vita dei cittadini. Trovo che la praticità del progetto possa farlo trasformare nei prossimi anni in qualcosa di concreto. Un nuovo ed intricato strato nel cielo potrebbe migliorare la qualità della vita per quelli che cercano di starne al di sotto.

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Motori

Moy, la macchina elettrica con la carrozzeria led personalizzabile

Moy  è stata immaginata per una generazione di consumatori che utilizza le tecnologie  per esprimere  se stessi. L’idea del designer  Elvis Tomljenovic  è che in futuro tutti potranno essere in grado di progettare la propria auto sul proprio computer e quindi applicare il design  al proprio veicolo in modalità wireless o condividere con gli altri attraverso un sito web o e-mail. La carrozzeria dell’auto è realizzata interamente in policarbonato e dotata di pannelli  a cristalli liquidi, diodi LED e  fogli  electro-cromatici  all’interno.

Si racconta che Henry Ford, al momento della presentazione della Ford T nel 1908, disse che l’auto sarebbe stata disponibile «in tutti i colori, purché nera».

L’imposizione al mercato di un solo colore coincide con l’inizio del marketing inteso come “orientamento al prodotto”.

Il novecento è stato il secolo della produzione di massa: prodotti standardizzati, pensati per accontentare il maggior numero possibile di persone. Il nuovo millennio, invece, si è aperto con un altro imperativo: personalizzare tutto. Al centro del processo produttivo, oggi, ci sono i nostri desideri, ed è il motivo per cui sempre più spesso le imprese pensano a quali strumenti fornirci per lasciarci esprimere la nostra creatività.

Sono passati cento anni dal lancio della Ford T, e oggi possiamo cambiare il colore della nostra auto ogni volta che vogliamo.

Si chiama Moy, ed è stata ideata da un designer croato, Elvis Tomljenovic, che ha vinto il concorso Automotive Design Conference di Zagabria.

Moy è la concept car per “la generazione che userà la tecnologia come modo principale per esprimere se stessa e per comunicare”.

La scocca di MOY è composta da sottili strati di policarbonato che, a loro volta, contengono uno strato di cristalli liquidi, diodi LED e fibre elettrocromiche.

Al di là delle specifiche tecniche il principio è lo stesso dello screensaver, basta avere un computer. Scelgo l’immagine che mi piace di più, o ne realizzo una, e poi  la “invio” con il wi-fi alla macchina, che la applica sulla carrozzeria.

Il concept è di sicuro interesse, anche perché Tomljenovic ha pensato di dotare la macchina di un motore elettrico, a dimostrazione della sensibilità ecologica che fa ormai parte del DNA dei giovani designer.

La vera sfida, adesso, è rendere Moy anche sicura per affrontare il traffico delle nostre strade e trasformarla da idea brillante a prodotto di successo. Ricerca estetica, personalizzazione, rispetto per l’ambiente, sicurezza. Sarà questa l’auto del futuro?

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Motori

L’auto si umanizza e cambia pelle: ecco Gina

Grandi passi in avanti sono stati fatti in casa BMW grazie al genio di Chris Bangle, ed è Gina il nuovo simbolo del progresso e dell’eccellenza nel settore automotive. La spiegazione tecnica è piuttosto semplice: un tessuto elasticizzato ricopre dei “prolungamenti” del telaio, mobili ed elettro-attuati, così da ottenere una resa estetica differente alla semplice pressione di un pulsante.

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Nel 21 ° secolo, i clienti approcciano le loro decisioni  di acquisto con un alto grado di assertività,  in particolare quando si tratta di scegliere i loro mezzi di trasporto. In questi ultimi anni, gli interessi e le priorità  sono cambiate notevolmente, diversificandosi in modo estremo.

Chris Bangle in questa intervista, annuncia le peculiarità di “Gina Light Visionary Model” : l’ultimo e sbalorditivo concept  sviluppato in casa Bmw, prima di abbandonare il ruolo di “head of Design”.

Un’auto che guarda al futuro introducendo una filosofia e  processi di manifattura  del tutto innovativi rispetto non solo alle sue antenate, ma anche ai modelli futuristici più noti sul mercato.

GINA – spiega Cris Bangle – è l’acronimo di Geometry and Function in “N” Adaptations . Il suo design può assecondare i desideri del suo proprietario e farlo sbizzarrire nel creare la linea  che più lo ispira. La struttura dell’auto, infatti, grazie a un sistema elettro-idraulico, può essere modificata, in tempo reale.  A seconda della velocità, ad esempio, la coda di GINA cambia aspetto, il motore e le porte si aprono in un modo mai visto, con effetti sorprendenti. Anche i sedili cambiano forma modificando, di volta in volta, le caratteristiche ergonomiche, ed i suoi occhi felini ed ammiccanti nascondono  fari che sembrano comparire dal nulla .

L’individualità è posta al centro della progettazione, per accogliere le esigenze  dei compratori e favorire l’identificazione con la propria auto, attraverso la personalizzazione assoluta, che rende il veicolo un’estensione del nostro corpo e del nostro desiderio di bellezza.

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Casa

La designer svedese, Camilla Diedrich, usa le fibre ottiche come modo innovativo per illuminare una stanza senza metodi d’illuminazione elettrica

Camilla Diedrich

La designer svedese Camilla Diedrich ha scoperto un modo per combinare la carta da parati con delle luci elettriche per creare un modo innovativo e alla moda per illuminare una stanza. Incorporando fibre ottiche nella carta da parati, Diedrich crea un modo bello ed interessante per illuminare le nostre case in un modo mai creduto possibile.

La carta da parati ed i sistemi di illuminazione ci consentono di decorare le nostre cade con molto spazio per esprimere il designer che è in noi. Oggi, tuttavia, grazie alle fibre ottiche possiamo integrare le due cose insieme.

Nel 1879, con Thomas Edison inizia l’era dell’illuminazione artificiale. Non solo furono creati il primo prototipo di lampada e di lampadina a incandescenza, ma avvenne anche l’accelerazione di un intero settore industriale. Molte poche persone ricordano che le fibre ottiche sono contemporanee della lampadina, e che i progressi rilevanti nel campo iniziarono a essere fatti negli Anni Sessanta. In realtà, le fibre ottiche sono conduttori di elettricità molto efficienti, e in questo caso, anche una potenziale alternativa di luce.

Nature Ray Charles è una speciale carta da parati che intreccia stringhe di fibra ottica in una fantasia floreale luminescente, dando alla stanza un look veramente sorprendente. La designer svedese, Camilla Dietrich, ha ideato questo concetto con l’intento di trovare un modo innovativo per illuminare qualsiasi stanza senza dove utilizzare metodi di illuminazione elettrica. Gli stilisti svedesi sono impegnati a rendere il progetto accessibile al pubblico.

Immagina quante possibilità ci sarebbero se questa fibra ottica fosse caricata dall’energia solare e venduta a un prezzo più economico. Il prezzo di questa carta da parati è ancora troppo alto perché sia considerata un prodotto per il mercato di massa, ma i vantaggi legati al risparmio d’energia che possiede, faranno sicuramente crescere l’interesse tra il pubblico.

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Affari&Finanza

Le 10 caratteristiche vincenti di un Imprenditore di successo, secondo Roger Harrop

Roger Harrop dirige Speakers With Content: una società americana che gestisce alcuni fra i massimi esperti e specialisti americani. Basandosi su esperienze ed osservazioni personali, espone di fronte a TED i dieci concetti chiave che profilano l’identikit dell’imprenditore di successo.

Roger Harrop è stato per sette anni a capo del gruppo Servomex, portandola ad essere leader globale nei dispositivi per l’analisi di gas chimici, si è poi dedicato a Speakers With Content, i cui speaker condividono le proprie esperienze di alto profilo con il grande pubblico. Ecco i suoi consigli per i leader:

  1. Siate coscienti delle vostre debolezze. É un errore comune tener conto solo dei propri punti di forza. Circondatevi di numeri 2 che vi completino.
  2. Tenete a mente il vostro obiettivo. Sintetizzatelo in una frase che lo definisca perfettamente. Vi aiuterà a non perderlo di vista.
  3. Credete in ciò che fate e dite ciò in cui credete. Se si mente, lungo andare si viene smascherati.
  4. Abbiate sempre passione. Se non l’avrete, gli altri non crederanno in voi.
  5. Dimostrate coraggio nel correre dei rischi. Non si cresce senza e non prenderne a volte si rivela più fatale.
  6. Rispettate le persone. Solo così otterrete la loro totale collaborazione e sincerità.
  7. Abbiate sempre un piano B. Non dimenticate la legge di Murphy.
  8. Non complicate le cose. Scegliete la via della semplicità.
  9. Misurate le vostre energie sul lavoro. Essere dei workalchoolic senza vita sociale non farà di voi un vincente.
  10. 10.  Divertitevi in quello che fate. Sopratutto!

Potete ascoltare le argomentazioni di Roger Harrop direttamente dalla sua voce, in questo discorso tenuto per TED.

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People

Pete Alcorn e L’Illuminismo del 2200

Secondo Pete Alcorn tra 150 anni a causa di un decremento della popolazione, si alzeranno gli stipendi, perchè ci sarà meno lavoro, e ci saranno meno terre di proprietà. Si guarderà con più ottimismo al futuro, e ci sarà un secondo Illuminismo.

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Ci sarà un nuovo Illuminismo.

Questa la teoria di Pete Alcorn. All’inizio della sua spiegazione afferma di essere stato lui stesso un sostenitore delle teorie di Malthus, ma di aver anche riconosciuto la necessità di superarla.

Nel 1798 l’economista inglese pubblicò il Saggio sul principio della popolazione ed i suoi effetti sullo sviluppo futuro della società, in cui sostenne che l’incremento demografico avrebbe spinto a coltivare terre sempre meno fertili con conseguente penuria di generi di sussistenza, per giungere infine all’arresto dello sviluppo economico. Infatti la popolazione, secondo la sua teoria, tenderebbe a crescere in progressione geometrica, quindi più velocemente della disponibilità di alimenti, che crescono invece in progressione aritmetica.

Una visione a dir poco negativa, ma non senza fondamento. Pete, invita a prendere le distanze da Malthus, ma, ovviamente è possibile solo avendo ragioni altrettanto valide. Eccole dunque spiegate nella sue teoria del nuovo Illuminismo, davanti alle telecamere di TED (società non profit che organizza conferenze ed eventi in nome dell’ Ideas Worth Spreading). Punta di diamante del podcasting di Apple, Pete Alcorn invita a considerare i dati sulla popolazione mondiale ed il suo andamento futuro: secondo studi autorevoli, saremo poco meno di 10 bilioni di persone ad abitare questo pianeta entro al fine del secolo. Raggiunto il picco, ci si può aspettare un lento e naturale  rallentamento della crescita. Sono molte le teorie economiche che guardano al rapporto decrescita/sottoproduzione, vedendo di fronte a noi un calo della popolazione seguito da un periodo di stagnazione se non di depressione del sistema produttivo. Ma, in realtà, son ben due i benefici economici legati a queste condizioni di decrescita. In primis, un numero minore di persone che hanno a disposizione lo stessa quantità di terre, fanno dell’acquisto di proprietà un cattivo investimento. Ultimamente il costo della abitazioni in città ha conosciuto il picco storico del suo valore e la svalutazione del mattone non può che essere un miglioramento delle nostre condizioni di vita. In secundis, una decrescita della popolazione ha effetti negativi sulla disponibilità di lavoro manuale. A sua volta, si avranno prevedibili effetti positivi sui salari. Dunque, la crescita dei guadagni è inevitabile, soprattutto per le fasce più basse della popolazione.

Pete non fa riferimento ad un calo drastico della popolazione come nelle più tragiche delle catastrofi che hanno interessato la storia. Ma vuol far cristallizzare l’attenzione sulla ciclicità delle condizioni dell’uomo, che vogliono proprio un aumento dei salari come base di un’epoca di rinascita (Rinascimento…). Insomma, la storia umana non deve essere vista come un declino partito dell’Era dell’oro. Piuttosto come un continuo rinascere. E’ la volta del secondo Illuminismo.

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