Spettacoli&Cultura

Useremo l’iPhone senza neanche toccarlo

iPhone RFID

Abbiamo appena iniziato ad abituarci ai touch screen che già sono superati. É stato realizzato un nuovo prototipo d’iPhone RFID che può ricevere comandi dagli oggetti fisici che ci circondano. Se punteremo questo iPhone di nuova generazione nella direzione di un oggetto, ad esempio un prodotto sullo scaffale, ci mostrerà video collegati a quella merce: la pubblicità ed il marketing cambieranno volto.

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Quando i cellulari hanno fatto la loro prima apparizione, eravamo tutti affascinati dal fatto che potessimo comunicare senza il bisogno di una rete fissa. I primi telefonini erano enormi ma durante gli anni sono diventati sempre più compatti e ricercati. Oggi, con il nostro cellulare possiamo collegarci ad internet o giocare a un videogioco ma la tecnologia non si ferma e diventa via via più creativa.

Identificazione a radio frequenza (RFID, Radio Frequency Identification) è un termine generico usato per descrivere un sistema che trasmette l’identità di un oggetto o di una persona senza un collegamento con fili (wireless). La RFID è usata nei cellulari sotto il termine NFC (Near Field Communications) ovvero Comunicazioni a campo ravvicinato. Grazie ad un lettore NFC incorporato all’iPhone, il telefono è in grado di interagire con altri oggetti attorno a lui. Ad esempio, quando l’iPhone passa vicino ad un giocattolo etichettato e collegato ad un video, il video parte automaticamente nel cellulare. Ovviamente questa descrizione è molto basica ma il potenziale di questa tecnologia per il futuro è enorme. Potrebbe realmente rivoluzionare il mondo del marketing.

Immagina di essere in un centro commerciale e pensa se il tuo iPhone si attivasse ogni qualvolta si avvicina ad oggetti etichettati o a qualsiasi articolo in vendita. E’ probabile che venga anche inventato un modo per personalizzare il marketing a seconda della categoria demografica di consumatori. Il ruolo dei cellulari nella nostra vita quotidiana cambierebbe drasticamente. C’è il pericolo che questa tecnologia possa rendere lo shopping un incubo (immagina l’iPhone che si attiva in continuazione), ma una cosa è certa: i cellulari stanno attraversando un periodo di sconvolgenti cambiamenti.

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myFuture

In questo video chiudo la conferenza organizzata dalla Fondazione Italiana Accenture in occasione del lancio di ideaTRE60

In questo video chiudo la conferenza organizzatadalla Fondazione Italiana Accenture in occasione del lancio di ideaTRE60 (http://www.ideaTRE60.it), il primo social media italiano dedicato allo sviluppo dell’innovazione a favore della collettivita’ attraverso la condivisione di idee e la realizzazione di progetti basati su soluzioni tecnologiche avanzate.

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People

Intervista con il creatore di Twitter, Jack Dorsey a Malaga, in Spagna: “Sono eccitato da ciò che le tecnologie come questa possono fare per coinvolgere i cittadini.”

Twitter

Jack Dorsey, creatore di Twitter, intervistato in occasione del “Symposium on Technologies for Social Action” tenutosi a Malaga (Spagna), spiega come la sua tecnologia motivi la gente ad agire, e come aiuterà a migliorare la comunicazione nel futuro.

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Jack Dorsey, creatore di Twitter, intervistato in occasione del “Symposium on Technologies for Social Action” tenutosi a Malaga in Spagna, spiega come questa tecnologia riesca a coinvolgere la gente: “Sono eccitato da ciò che le tecnologie come questa possono fare per coinvolgere i cittadini.” Twitter, che è nato circa tre anni fa, ha già 18 milioni di utenti, ed è stato progettato per avere più di 25 milioni di utenti entro la fine del 2010. Da dove è nata quest’idea semplice ma innovativa?

Jack Dorsey, definito da BusinessWeek uno dei migliori e più brillanti guru della tecnologia, ha concepito l’idea di Twitter ispirato dal suo interesse per la gestione di corrieri. Dopo anni di lavoro come programmatore per la gestione di corrieri, Dorsey ha sfruttato il concetto di messaggistica istantanea per creare un modo nuovo ed istantaneo per mettere in contatto le persone. Dorsey, che oggi presidente di Twitter (è stato Amministratore Delegato fino ad Ottobre 2008), crede che Twitter abbia così successo perché l’aspetto di condivisione riesce a coinvolge le persone ed ha influenza sul loro modo di comportarsi.

Twitter, come lo definisce Dorsey, non è altro che l’unione delle persone che lo usano, ed il movimento sociale che ne è alla base è stato organicamente creato dagli utenti stessi. La tecnologia non solo consente ad un grande numero di persone di interagire, ma anche cambia la cultura perché consente alle persone di esprimere il proprio parere e prendere parte ad un’azione pubblica. Nella società cosmopolita di oggi, è molto più importante essere connessi, e Jack Dorsey, attraverso lo stile semplicistico di Twitter, ha portato le persone ad avvicinarsi.

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Ambiente

La rivoluzione artistica trasforma una farmacia di Bilbao in uno spettacolo di colori vividi ed interior design

L’azienda di architettura francese, Mobil M, ha trasformato la farmacia Plaza Nueva di Bilbao in Spagna, in un ambiente artistico fatto di creatività ed interior design. Una tempo uno spazio buio, questa farmacia è adesso sia pratica che bella.

Oggi gli interni stanno diventando sempre più esteticamente piacevoli.

Banche, supermercati, farmacie e uffici postali normalmente non sono pensate per essere dei luoghi visivamente attraenti. Hanno il semplice scopo di fornirci in maniera efficiente un servizio di cui abbiamo bisogno nella nostra vita quotidiana. Ma ciò presto cambierà. Gli architetti di Mobil M hanno trasformato la Farmacia Plaza Nueva di Bilbao in Spagna in un ambiente d’ispirazione artistica. La location, un tempo cupa, (adesso colorata e abilmente arredata) ha iniziato una rivoluzione artistica. Una persona abitualmente non associa una farmacia o altri negozi di questo tipo con qualcosa di bello,  è un posto dove andare quando il proprio corpo non sta andando per il meglio. Ma adesso, questo concetto innovativo renderà la visita a posti come farmacie o supermercati, un’esperienza culturale durante la quale poter arricchire la propria mente.

L’idea di creare un meraviglioso spazio interno al posto di un ambiento cupo può avere effetti positivi sulla comunità, dal momento che inserisce l’arte in molti più luoghi della società. Questo movimento artistico si diffonderà indubbiamente in tutto mondo, visto il primo esperimento a Bilbao che è stato etichettato come un gran successo.

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Moda

Creatività, praticità ed eco-compatibilità: tre parole che potrebbero aprire la strada al “paper dressing”

Paper Fashion Show

I vestiti di carta potrebbero essere una delle nuove frontiere dell’abbigliamento. In questa sfilata notiamo la grande duttilità di questa tecnica che si traduce in creatività ed eleganza.

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Carta canta. Ma carta anche veste. E nel video di oggi potrete vedere anche come.

Non posso fare a meno di notare come, l’attenzione mondiale – sempre crescente – nei confronti delle tematiche dell’eco-sostenibilità e del riciclo stia generando due tipologie di fenomeni, per diverso motivo entrambi interessanti. Il primo è che qualsiasi prodotto che si presenti come Green e quindi eco-compatibile ed eco-sostenibile abbia sul mercato una marcia in più. Questo è marketing e – Ça va sans dire – è l’anima dei mercati. Lo osserviamo ma non ci sconvolge. Il dato forse più significativo è che le attenzioni a questa nuova prospettiva “verde” – come spesso accade quando alla creatività e allo sviluppo progettuale si mettono dei paletti – stanno generando delle innovazioni (di materiali, di processi, di stile) molto interessanti in ambiti anche molto differenti tra di loro.

In questo caso il fenomeno del “paper dressing”: costruire, disegnare, fabbricare, indossare abiti fatti interamente di carta (riciclata e/o riciclabile). La duttilità del materiale infatti permette (garantendo una discreta vestibilità) di avere modelli sempre diversi di facile personalizzazione e di facile smaltimento.

Le prospettive future possono essere molto interessanti: pensiamo a quanto potrebbe essere più semplice avere in casa una “fabbrica personale di vestiti” – come per una delle nostre stampanti ink jet – che attingendo a delle bobine di carta disegni e produca l’abito che vogliamo: ogni giorno diverso, ogni giorno su misura. E la sera, invece che buttarlo in lavatrice lo “ricicleremo” per avere la materia prima per l’abito di domani e dopo.

Forse da domani, il “Diavolo veste in casa”.

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