Ambiente

La prima città completamente autosufficiente nascerà in Corea del Sud

Gwanggyo

Gli architetti MVRDV di Rotterdam hanno recentemente vinto il concorso Gwanggyo City Center con un progetto di una città interamente autosufficiente ed eco-compatibile per 77,000 abitanti che nascerà a sud di Seoul, in Sud Korea.

Gwanggyo"

La società olandese MVRDV ha progettato una città interamente sostenibile nel centro di Gwanggyo, vicino a Seoul in Sud Korea. Il progetto, Gwanggyo Power Center, sembra venuto fuori da un film sul futuro: si tratta di una serie di strutture collinari, con terrazze esterne ed impianti per l’immagazzinamento dell’acqua. Il design verticale ed il paesaggio miglioreranno il clima e la ventilazione, con un risparmio considerevole d’energia e acqua. Nel progetto rientrano spazi abitativi, spazi per uffici, negozi e strutture scolastiche. Un sistema d’irrigazione interno immagazzina l’acqua in eccesso dagli edifici e la usa per sostenere le verdi facciate.

Gwanggyo"

Il Gwanggyo Green Power Center è completamente autosufficiente e può ospitare fino a settantasette mila abitanti. Inoltre, il progetto aiuterà a radicare un forte senso di comunità. Il budget stimato e le scadenze non sono ancora stati definiti ma il completamento del progetto è previsto per il 2011.

Gwanggyo"

Il progetto, innovativo ed interessante, potrebbe sembrare un poco inverosimile ma ha un grande potenziale per diventare una nuova tendenza futura. E’ molto importante sottolineare il bisogno di efficienza energetica nelle città del futuro ed il Gwanggyo Green Power Center rappresenta un grande inizio.

Più Info:

Condividi e divertiti:
  • Print
  • Digg
  • Sphinn
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Mixx
  • Google Bookmarks
  • email
  • StumbleUpon
  • Twitter

Beauty

Dal Politecnico di Milano arriva LURCH, un’interfaccia cervello-macchina che consente di spostarsi senza muovere un muscolo

Charles Xavier

Al Politecnico di Milano è stata progettata una nuova sedia a rotelle manovrabile con la forza del pensiero per le persone con gravi malattie neuro-muscolari, che è utilizzabile anche in ambienti affollati o non familiari. Per guidare la sedia a rotelle, gli utenti si concentrano su una delle possibili destinazioni in una mappa 3D degli spazi circostanti, che appare su uno schermo di fronte a loro.

Per leggere i sottotitoli nella tua lingua, clicca Arrow Up, poi sposta su Arrow Left.

Le persone danno molto valore all’indipendenza ; è una delle libertà più ricercate da noi esseri umani. Se però pensiamo alle persone quadriplegiche, legate a una sedia a rotelle e dipendenti dall’assistenza degli altri, le cose cambiano. Sviluppata dal Laboratorio di Intelligenza Artificiale e Robotica del Politecnico di Milano per ridare autonomia di movimento a chi l’ha perduta, o non l’ha mai avuta (a causa d’incidenti o malattie genetiche), questa sedia a rotelle innovativa consente alle persone che non posso usare i propri arti di guidare la loro carrozzella con la forza del pensiero.

Questa sedia a rotelle, chiamata LURCH, ha delle caratteristiche uniche che le altre carrozzelle non hanno. LURCH, che sta per “Let Unleashed Robots Crawl the House” (dall’inglese, “Lasciamo che Robot scatenati ci invadano la casa”), usa un’interfaccia celebrale chiamata BCI (Brain Computer Interface) –un elettroencefalogramma che individua l’attività celebrale, poi analizzata ed interpretata da un programma di Intelligenza Artificiale.

lurch interfaccia cervello-macchina

All’utente basta guardare il monitor con le possibili destinazioni su una mappa 3D dell’area circostante e concentrarsi sul posto in cui vuole essere trasportato. Il sistema funziona con un caschetto che gli utenti indossano e che consiste di 16 elettrodi messi sul cuoio capelluto. Non appena l’utente guarda lo schermo nel punto che coincide con la destinazione da raggiungere, gli elettrodi individuano delle fluttuazioni di millisecondi nell’attività del cervello. La sedia a rotelle usa quindi questa mappa ed i sensori per guidare l’utente dove desidera senza farlo scontrare contro ostacoli lungo la strada. E’ l’unico progetto di sedia a rotelle che incorpora il controllo della mente ad un sistema di navigazione in tempo reale, pianificazione dell’itinerario e capacità di aggirare gli ostacoli.

Questa sedia a rotelle, disponibile dal 2012, ha le potenzialità per cambiare la vita di molte persone con malattie neuro-muscolari come quadriplegia, distrofia muscolare e sclerosi multipla.

Più Info:

Condividi e divertiti:
  • Print
  • Digg
  • Sphinn
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Mixx
  • Google Bookmarks
  • email
  • StumbleUpon
  • Twitter

myFuture

Oggi si celebra il quarantesimo anniversario dell’Earth Day, la Giornata Mondiale della Terra

Giornata della Terra

Per leggere i sottotitoli nella tua lingua, clicca Arrow Up, poi sposta su Arrow Left.

Condividi e divertiti:
  • Print
  • Digg
  • Sphinn
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Mixx
  • Google Bookmarks
  • email
  • StumbleUpon
  • Twitter

myFuture

QR, che sta per Quick Response (risposta veloce), è il Super Codice a barre

iPhone QR Il mondo del marketing e della pubblicità saranno presto a nostra portata di mano, con un nuovo super codice a barre chiamato QR (dall’inglese Quick Response, risposta veloce), creato in Giappone da Denso Wave. Con questi codici a barre, le persone saranno in grado di mandare messaggi e ottenere ogni tipo di informazione proprio dal cellulare.

Per leggere i sottotitoli nella tua lingua, clicca Arrow Up, poi sposta su Arrow Left.

QR, che sta per Quick Response (risposta veloce), è il Super Codice a barre. Sviluppato da laboratorio di ricerca giapponese, Denso Wave, questi piccoli codici a barre sono in grado di contenere tantissime informazioni in uno spazio minuscolo. In Giappone sono già dappertutto, nelle bacchette, nelle riviste, sugli autobus, sui cartelloni pubblicitari. Saremo in grado di leggere questi codici a barre usando un semplice software che possiamo scaricare sui nostri cellulari, che ci permetterà di scattare una foto del codice a barra e decifrare cosa dice.

QR

Allora, questo software è già disponibile. Puoi scaricarlo con uno di questi cellulari moderni di oggi e iniziare a leggere questo tipo di codici a barre. In Giappone i ragazzini li usano per mandarsi messaggi, in Germania i giovani li mettono dovunque per giocare, negli Stati Uniti vengono usati anche come strumento pubblicitario e di marketing. Ma ciononostante, anche tu puoi ricevere una risposta veloce sul tuo telefonino.

Immagina il potenziale per queste cose! Vedi qualcosa in un negozio che ti piace, ma non c’è il cartellino del prezzo, solo un codice a barre che puoi visualizzare con il tuo telefonino. E voilà, tutte le informazioni su quell’oggetto sono a tua disposizione, fino al numero di pezzi disponibili in negozio ed in che colori. Puoi anche collegare oggetti ai siti web usando i codici a barre. Così in questo modo, un’azienda può automaticamente collegarti ad altri prodotti online che potrebbero piacerti, o i promotori di prodotti possono usarlo per collegare i clienti a siti web che il cliente potrebbe trovare interessanti. Le possibilità sono infinite –e sempre a portata di mano sul tuo cellulare.

Quindi cerca questi adesivi la prossima volta che cammini per strada. In Giappone li hanno già messi sulle magliette. Così chi lo sa, anche tu potresti avere la tua maglietta personalizzato ed il tuo messaggio nel futuro. Allora scarica anche tu il software sul tuo cellulare e preparati ad avere la tua risposta veloce dal super codice a barre di domani.

Condividi e divertiti:
  • Print
  • Digg
  • Sphinn
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Mixx
  • Google Bookmarks
  • email
  • StumbleUpon
  • Twitter

Pianeta

Jane Poynter: Life in Biosphere 2. Questo è il nome del progetto che ha visto 8 persone vivere 2 anni e 20 minuti in un habitat sigillato e a prova d’uomo.

Biosphere2

Jane Poynter racconta la storia di due anni di vita in una biosfera sigillata. Un’esperienza che le ha permesso di scoprire come la nostra mente reagisce all’esposizione in un ambiente tanto naturale quanto duro. E’ necessario sviluppare una maggiore consapevolezza del nostro impatto sul mondo e sui suoi meccanismi, insieme alla necessità di sviluppare l’idea un futuro migliore.

Per leggere i sottotitoli nella tua lingua, clicca Arrow Up, poi sposta su Arrow Left.

Jane Poynter, Presidente della Paragon Space Development Corporation, racconta la storia di due anni di vita in Biosphere 2: un ambiente completamente naturale e isolato rispetto al mondo che ne sta fuori. Sviluppato grazie al supporto della University of Southern California, qual’è la ratio di un esperimento tanto dispendioso, sia in termini economici ma soprattutto in termini di risorse umane? Sviluppare una maggiore consapevolezza del nostro impatto sul mondo e sui suoi meccanismi, insieme alla necessità di sviluppare l’idea di un futuro migliore. E’ stato definito uno degli esperimenti più innovativi degli ultimi 30 anni.

Un progetto che, arriva ad analizzare le reazioni della psiche umana, attraverso la sua interazione con la natura. Come? Viene messa a dura prova, in un ambiente tanto naturale quanto aspro. Chi, ad oggi, saprebbe sopravvivere in condizioni primitive? Abbiamo perso ogni sensibilità con la natura: il nostro contatto col verde spesso si ferma ad una passeggiata la parco. Se costretti in condizioni completamente naturali, come è avvenuto nella Biosphere 2, la realtà ambientale da affrontare è ben diversa.

La preparazione di Jane per entrare nella biosfera ha incluso un corso di sopravvivenza nell’entroterra australiano ed un secondo a bordo di una nave da ricerca nelle acque dell’Oceano Indiano. Ma non è bastata a renderle la vita facile. Cosa rende un ambiente completamente naturale, innaturale? L’orologio biologico deve riadattarsi alle nuove condizioni, dettando nuove priorità. Se è la fame a prenderci, non si può aprire un frigorifero e scegliere in base all’umore. Bisogna chinarsi a terra e raccogliere ciò che si è fatto crescere. Tutto questo non richiede solo un grandissimo spirito di adattamento. Ma pazienza. Quella che consente di adattare i propri ritmi di vita a quelli della natura. I tempi dell’uomo divengono quelli impiegati dalla verdura per crescere nell’orto, della frutta sugli alberi, del latte per diventare formaggio. I tempi sono anche quelli necessari ad affinare le proprie abilità di lavorazione delle materie prime.

Ecco un nuovo uomo, frutto dell’esperimento: non sfrutta più l’ambiente per i propri vizi ma deve imparare ad usarlo a supporto della propria vita. Danneggiare l’ambiente significa per lui, rendersi la vita più difficile. Ad oggi sembra che il nostro atteggiamento sia nettamente diverso. Jane sottolinea giustamente che se l’ambiente si sfrutta, nel senso più negativo del termine, lo si consuma. Conseguenza? Un supporto sempre minore allo sviluppo del nostro futuro. Saremo sempre più uomini su di un pianeta che avrà sempre le stesse dimensioni: è utopistico immaginare una diminuzione dei consumi. E’ intelligente evitare un consumo dell’ambiente dovuto ad un suo cattivo sfruttamento. L’uomo, a questo punto della sua storia non può evitare di lasciare tracce della sua esistenza, può invece eliminare i segni indelebili del suo passaggio, come Biosphere 2 insegna.

Più Info:

Condividi e divertiti:
  • Print
  • Digg
  • Sphinn
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Mixx
  • Google Bookmarks
  • email
  • StumbleUpon
  • Twitter

Senza categoria

Negli anni ’50 immaginavamo una televisione molto diversa da quella attuale. Oppure no?

Un cartoon del 1953 che ci propone un tour fantastico alla scoperta delle potenzialità della televisione – che ai tempi era il “nuovo” media – e le sue innovative applicazione. Un’idea del futuro che ci aiuta a riflettere su come siamo e su come eravamo.

Per leggere i sottotitoli nella tua lingua, clicca Arrow Up, poi sposta su Arrow Left.

Ho sempre adorato rivedere la fantascienza (e la fanta-satira) del passato per fare il più classico dei giochi enigmistici: trovare le differenze.

E’il gioco che invito a fare anche a voi, guardando il video di oggi.

In questa serie televisiva – famosi cartoon diretti dal deus ex-machina di MGM Tex Avery e prodotti dal famoso produttore Fred Quimby – si immagina il futuro. La televisione è la protagonista dell’episodio che vi racconto.

E’ il primo che vi propongo di questa serie, ma ci ritorneremo, perché dei media che fanno parte della nostra vita la televisione è quella che negli ultimi 10 anni più è stata rivoluzionata.

E’ stata un’innovazione trainata dalla tecnologia – di trasmissione (come il web, o il mobile) – o di visualizzazione, come ad esempio l’evoluzione degli schermi, fina al più comune HD che troneggia in sempre più salotti). Non ve lo nascondo, il mio compreso.

Mi fa sorridere pensare come l’incubo di apertura del cartoon – l’unica anticipazione che mi concedo – di una vallata di villette a schiera sia totalmente coperta di antenne che sfrecciano verso il cielo. Profezia avverata, per chi ha il satellite. Ma domani, tutto potrebbe passare via internet (molto già lo fa) ed essere wireless, senza antenne, senza cavi, alwyas on, always open.

L’innovazione passa, la tv resta. Forse è davvero questa la morale di Tex Avery.

E la vostra?

Per saperne di piu:

Condividi e divertiti:
  • Print
  • Digg
  • Sphinn
  • del.icio.us
  • Facebook
  • Mixx
  • Google Bookmarks
  • email
  • StumbleUpon
  • Twitter

condividi i tuoi pensieri, idee, progetti, visioni: vito@vitodibari.com

Copyright © 2009 by VitoDiBari.com | Tutela della Privacy