Rachel Armstrong ridefinisce il concetto di architettura utilizzando materiali metabolici

È possibile creare un’architettura vivente, capace di rigenerarsi proprio come fanno gli organismi viventi? Grazie ai suoi studi, le sue visioni e ambizioni , Rachel Amstrong ha reso quest’idea più realistica. Infatti, usando un’architettura che cresce da sola, Amstrong crede che saremo in grado di salvare Venezia dall’inondazioni.
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Rachel Armstrong ha ideato un modo per unire l’architettura e la biologia. Rachel crede che sia possibile creare materiali, da costruzione, di ingegneria chimica che cresce, si ripara da sola e risponde ai cambiamenti. Questi materiali possono anche essere usati per salvare Venezia, una delle città più belle del mondo, dal suo lento affondare nelle acque.
Armstrong definisce il corrente metodo di fare architettura come vecchio, vittoriano; per costruire i nostri edifici e case vengono usati materiali inerti. Mentre questa osservazione può non sembrare un problema per molte persone, Amstrong non considera questo metodo sostenibile. L’architettura invece dovrebbe essere connessa al mondo naturale e comunicare con materia viva. Visto che questi materiali non esistono già in natura, Amstrong sta lavorando per generare questi elementi da zero. Ha ricercato
“materiali metabolici” che sono materiali da costruzione che possiedono alcune delle proprietà dei sistemi viventi, che possono essere manipolati per diventare architetture in crescita. Questi materiali saranno in grado di rispondere ai cambiamenti dell’ambiente e di adattarsi ad essi.
Protocellule, che sono fondamentalmente sacchetti grassi che non contengono DNA e che sono alimentati da una batteria chimica, capaci di comportarsi in un modo che può essere descritto solo come vivente. Sono capaci di muoversi attorno al loro ambiente, senza subire reazioni complesse, e seguendo gradienti chimici. Usando la tecnologia delle protocellule, Amstrong spera di creare materiali metabolici sostenibili. Anche se per perfezionare questa tecnologia si impiegheranno anni, si spera che un giorno questi materiali serviranno a salvare città morenti.
Venezia è costruita su pali di legno che vengono erosi da anni e anni. Mentre la bella città italiana continua ad affondare, Amstrong spera che la tecnologia delle protocellule sarà in grado di far crescere una scogliera calcarea attorno ai pali. Queste cellule sarebbero usate per rinforzare di proposito la struttura invece di creare una barriera nei canali.
Non solo questa tecnologia sembra essere plausibile ma consisterebbe anche in una grande innovazione per l’architettura. Oggi più che mai si accentua l’idea di essere il più possibile “eco-friendly” e “green”; e quale modo migliore per connettersi con la natura se non attraverso questa tecnologia? È un nostro dovere quello di salvare le città storiche e i materiali metabolici potrebbero essere la risposta giusta ai nostri problemi. Inoltre mentre il nostro mondo diventa tecnologicamente e scientificamente più avanzato, sarebbe responsabile aggiornare alcune delle nostre vecchie pratiche.
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