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Guarda Questo Video! / People

Nel futuro spingeremo i nostri corpi verso nuovi limiti essendo che nuovi sport estremi verranno creati

sport estremi lacoste

Nel video di oggi, Lacoste, una delle marche di vestiti sportivi più conosciuta, immagina come il mondo dello sport apparirà nell’anno 2083. E la parte migliore è che, per quelli come me che sono interessati alle
innovazioni, il risultato finale, anche se un po’ estremo, e completamente credibile. Le tecnologie biometriche ci permetteranno di praticare sport al di là dell’effettiva abilità del corpo umano. Gli sport evolveranno e nuovi sport verranno creati presto, proprio come questo gioco di tennis.

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Guarda Questo Video! / Motori

In futuro, parcheggeremo le nostre macchine tra le nostre chiavi e la nostra gomma

Macchina 2050

Qui, vi e il video finto prodotto dalla rete Americana SCi-Fi dove si tratta dalla macchina “trasformatore” che non dovremo parcheggiare perché può diventare piccolo come gli spiccioli. Questo e un sogno inverosimile o un nuovo obiettivo per la scienza?

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Mettiamolo così: se questo fosse vero, Mary Poppins non sarebbe più straordinaria.

Su video di oggi, una Jeep è “smontata” come un veicolo trasformatore fino a diventare con le dimensioni di un pezzo di gomma. Poi, la macchina minuscola sara messa nel borsellino del conducente, mentre lo stesso se ne va. Mi ricorda la scena dalla Mary Poppins di Disney quando lei inizia a tirare gli oggetti grandi come una lampada dalla sua borsa di cuoio.

Sì, le piante, gli appendiabiti… c’era il posto per tutto nella sua borsetta. Ma le automobili? Secondo il video di oggi, anche se il video è finto, potrebbe essere del tutto possibile.

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Guarda Questo Video! / Tempo Libero

Negli anni ’50 immaginavamo una televisione molto diversa da quella attuale. Oppure no?

Un cartoon del 1953 che ci propone un tour fantastico alla scoperta delle potenzialità della televisione – che ai tempi era il “nuovo” media – e le sue innovative applicazione. Un’idea del futuro che ci aiuta a riflettere su come siamo e su come eravamo.

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Ho sempre adorato rivedere la fantascienza (e la fanta-satira) del passato per fare il più classico dei giochi enigmistici: trovare le differenze.

E’il gioco che invito a fare anche a voi, guardando il video di oggi.

In questa serie televisiva – famosi cartoon diretti dal deus ex-machina di MGM Tex Avery e prodotti dal famoso produttore Fred Quimby – si immagina il futuro. La televisione è la protagonista dell’episodio che vi racconto.

E’ il primo che vi propongo di questa serie, ma ci ritorneremo, perché dei media che fanno parte della nostra vita la televisione è quella che negli ultimi 10 anni più è stata rivoluzionata.

E’ stata un’innovazione trainata dalla tecnologia – di trasmissione (come il web, o il mobile) – o di visualizzazione, come ad esempio l’evoluzione degli schermi, fina al più comune HD che troneggia in sempre più salotti). Non ve lo nascondo, il mio compreso.

Mi fa sorridere pensare come l’incubo di apertura del cartoon – l’unica anticipazione che mi concedo – di una vallata di villette a schiera sia totalmente coperta di antenne che sfrecciano verso il cielo. Profezia avverata, per chi ha il satellite. Ma domani, tutto potrebbe passare via internet (molto già lo fa) ed essere wireless, senza antenne, senza cavi, alwyas on, always open.

L’innovazione passa, la tv resta. Forse è davvero questa la morale di Tex Avery.

E la vostra?

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Guarda Questo Video! / People

Il discorso del presidente Kennedy sul ruolo cruciale dell’energia nello sviluppo globale e nella tutela dell’ambiente

Kennedy

La chiave del nostro futuro e dello sviluppo delle generazioni è la rivoluzione energetica. Una tematica che deve coinvolgere tutti gli uomini di oggi, a favore di tutti gli uomini di domani. Dobbiamo ricostruire nel presente ciò che gli occhi dei nostri bambini potranno vedere nel loro futuro.

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A volte tutto torna. Tutto scorre. Soprattutto sulla rete.

Nel video che vi segnalo oggi, troverete un giovane e presidente degli stati uniti che parla davanti ad una platea attenta. Un pubblico da grandi occasioni e pronuncia parole forti. Auspica una rivoluzione e dichiara di voler mettere il suo paese in testa a questo movimento di presa consapevolezza. Non parla di diritti civili, non parla di assistenza sanitaria. Parla di ambiente. Obama? No.

Qualcuno a lui molto vicino. Qualcuno da lui molto distante. Qualcuno – peccato – con cui non potrà confrontarsi come si fa tra persone lungimiranti, tra innovatori, trascinatori. Tra leader.

Il lui in questione è John Fitzgerald Kennedy che più di 50 anni fa – in tempi non sospetti diremmo – settava, con uno storico comizio – quello che oggi (a Copenaghen ma non solo) è il tema centrale dell’agenda politica mondiale. La difesa dell’ambiente. O meglio il ritorno, il restituire all’ambiente, quanto è stato tolto nella bilancia mondiale che vede su di un piatto lo sviluppo economico, sull’altro le risorse consumate per poterlo raggiungere.

Ci tenevo a segnalarvi questo video proprio per la sua straordinaria attualità oltre che per la sua assoluta coerenza – anche politica – con i negoziati sul clima di questi giorni. Da questo, la grandezza di un leader che sempre ci sarà (JFK) e di un leader che c’è (Obama) e che idealmente continua la battaglia ideologica di Kennedy sul piano concreto ed oggettivo del negoziato politico.

Fa rabbrividire ancora oggi pensare a quanto parole che potevano apparire tanto forti e forse circondate da un’aurea cassandriaca si siano poi puntualmente avverate.

Ma questa è un’altra storia o se preferito, un altro video.

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Guarda Questo Video! / Motori

Previsione avverata. Un cartoon che 50 anni fa descriveva l’auto del futuro.

Car of Tomorrow

Sorpresa. Sono così, o quasi almeno. Le automobili immaginate in questo cartoon degli anni ’50 non sono poi così differenti dalle nostre. Segno che l’immaginazione è il primo passo dell’innovazione scientifica e sicuramente uno stimolo in più.

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“Strade? Dove andiamo noi, non servono strade”.

E vi tranquillizzo: neanche plutonio.

Oggi, sempre per le mani di uno dei capolavori cartoon di Tex Avery di MGM, ci imbattiamo in uno dei sogni di innovazione dell’uomo da decenni: le automobili.

L’automobile è così al centro del nostro quotidiano che non possiamo non immaginare come sarà domani, perché in un certo senso è come vedere la radiografia di come saremo domani. Di come sarà il mondo disegnato intorno a noi.

Che voleranno già lo sappiamo – già oggi è possibile – ma pur rimanendo sulla terraferma, le innovazioni che si potranno apportare alle automobili sono davvero innumerevoli: dalla diagnostica dell’autoveicolo, agli innumerevoli sensori (di velocità , di sicurezza, di parcheggio), alla guida automatica.

Vi invito a guardare questo video realizzato cinquant’anni fa e a lasciarvi catturare – come a me è capitato – dalle intuizioni dei creativi della MGM. E anche di fare lo stesso ragionamento: come sarà la nostra auto di domani se potessimo – come un disegnatore di cartoni animati – avere totalmente carta bianca?

Non vi anticipo l’esito della visione ma posso dirvi che avete un buon motivo per farlo: tra cinquant’anni tutto quello che avrete immaginato potrebbe essere realtà. E’ questo quello che vi renderete conto essere lo straordinario esercizio fatto dagli autori di questo cartone.

Buona visione e per i più creativi, buona innovazione.

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Guarda Questo Video! / Moda

Creatività, praticità ed eco-compatibilità: tre parole che potrebbero aprire la strada al “paper dressing”

Paper Fashion Show

I vestiti di carta potrebbero essere una delle nuove frontiere dell’abbigliamento. In questa sfilata notiamo la grande duttilità di questa tecnica che si traduce in creatività ed eleganza.

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Carta canta. Ma carta anche veste. E nel video di oggi potrete vedere anche come.

Non posso fare a meno di notare come, l’attenzione mondiale – sempre crescente – nei confronti delle tematiche dell’eco-sostenibilità e del riciclo stia generando due tipologie di fenomeni, per diverso motivo entrambi interessanti. Il primo è che qualsiasi prodotto che si presenti come Green e quindi eco-compatibile ed eco-sostenibile abbia sul mercato una marcia in più. Questo è marketing e – Ça va sans dire – è l’anima dei mercati. Lo osserviamo ma non ci sconvolge. Il dato forse più significativo è che le attenzioni a questa nuova prospettiva “verde” – come spesso accade quando alla creatività e allo sviluppo progettuale si mettono dei paletti – stanno generando delle innovazioni (di materiali, di processi, di stile) molto interessanti in ambiti anche molto differenti tra di loro.

In questo caso il fenomeno del “paper dressing”: costruire, disegnare, fabbricare, indossare abiti fatti interamente di carta (riciclata e/o riciclabile). La duttilità del materiale infatti permette (garantendo una discreta vestibilità) di avere modelli sempre diversi di facile personalizzazione e di facile smaltimento.

Le prospettive future possono essere molto interessanti: pensiamo a quanto potrebbe essere più semplice avere in casa una “fabbrica personale di vestiti” – come per una delle nostre stampanti ink jet – che attingendo a delle bobine di carta disegni e produca l’abito che vogliamo: ogni giorno diverso, ogni giorno su misura. E la sera, invece che buttarlo in lavatrice lo “ricicleremo” per avere la materia prima per l’abito di domani e dopo.

Forse da domani, il “Diavolo veste in casa”.

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Guarda Questo Video! / Pianeta

Una testimonianza emozionante di Severn Suzuki, una ragazza canadese di 13 anni, in un discorso alle Nazioni Unite. Parole allora lungimiranti, ed ora di urgente attualità

Severn Suzuki

Severn Suzuki è una ragazza di 13 anni che ha parlato alle Nazioni Unite dei suoi timori per il futuro e la salvezza della terra. Colpisono la moderazione, la lucidità e l’attualità di queste parole. Pronunciate più di quindici anni fa.

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“Malgrado la mia paura io non ho paura di cambiare il mondo nel modo in cui credo debba essere cambiato”.

Lo ha detto una ragazza tredicenne, portavoce di un gruppo ambientalista chiamato ECO, parlando davanti alle Nazioni Unite. Ai tempi emozionò il Mondo intero per la fermezza, lungimiranza e chiarezza delle sue parole. Poi lo abbiamo dimenticato. Oggi desidero riproporvelo.

Il discorso di Severn è stato politico e non tecnico. Fu proprio questo approccio che fece riflettere il Mondo ed è per questo che è ancora tanto straordinariamente attuale.

Il video parla del futuro. Della paura di un futuro che potrebbe non esserci e per cui invece vale la pena lottare. Perché il prezzo del futuro, del cambiamento tecnologico, sta nelle risorse che consumiamo per generare ricchezza. Cambiamenti spesso non reversibili e su cui dobbiamo interrogarci prima di procedere e se stiamo facendo pagare all’ecosistema un prezzo troppo alto, chiederci se non sia il caso di rallentare e cercare soluzioni alternative.

Bob Dylan diceva, in Times they are a-changing “venite madri e padri di tutte le terre e non criticate quello che non potete capire.” Io sono un padre. Come molti di voi faranno, guardando questo video mi sono immaginato i miei figli pormi le stesse domande di Severn ed ho pensato che è proprio la sua risposta la migliore che possiamo darci: “Malgrado la mia paura, io non ho paura di cambiare il Mondo nel modo in cui credo debba essere cambiato”.

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