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Beauty / Progetto

Lenti a Contatto con Circuiti, Visione Virtuale Innovativa

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Hellen Keller, la famosa autrice americana sordo-cieca ha chiesto ad alcune persone di pensare come vorrebbero usere i propri occhi se avessero ancora solo 3 giorni a disposizione. Soffermarsi costringe davvero le persone a capire quanto sia importante la vista per il godersi appieno la vita. I ricercatori dell’Universita’ di Washington hanno sviluppato lenti a contatto con circuiti che miglioreranno il nostro modo di vedere il mondo. Coloro che le indossano saranno in grado di vedere un display interattivo virtuale sovrapposto al mondo reale.

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Ambiente / Progetto

Il concetto di Lilypad dell’architetto belga Vincent Callebaut potrebbe rappresentare nel future una soluzione agli effetti causati dal surriscaldamento globale

Lilypad

Ci sono state infinite previsioni riguardo all’inondazione delle coste ed intere città che saranno inabitabili nel prossimo futuro. E’ incerto se o no queste catastrofi in effetti accadranno, ma nel caso ci ritrovassimo sottacqua, l’architetto belga Vincent Callebaut ha una soluzione per mantenerci a galla. Lilypad è una città sul mare, ispirata dalle case galleggianti e dai gigli dell’Amazzonia. Ciascuna città Lilypad sarà una città ad emissioni zero grazie ad alcune tecnologie come l’energia solare e eolica. Lilypad ospiterà 50mila persone ed un giorno nel futuro potrà essere la casa autosufficiente per la gente sfollata.

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Lilypad

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Ambiente / Progetto

La prima città completamente autosufficiente nascerà in Corea del Sud

Gwanggyo

Gli architetti MVRDV di Rotterdam hanno recentemente vinto il concorso Gwanggyo City Center con un progetto di una città interamente autosufficiente ed eco-compatibile per 77,000 abitanti che nascerà a sud di Seoul, in Sud Korea.

Gwanggyo"

La società olandese MVRDV ha progettato una città interamente sostenibile nel centro di Gwanggyo, vicino a Seoul in Sud Korea. Il progetto, Gwanggyo Power Center, sembra venuto fuori da un film sul futuro: si tratta di una serie di strutture collinari, con terrazze esterne ed impianti per l’immagazzinamento dell’acqua. Il design verticale ed il paesaggio miglioreranno il clima e la ventilazione, con un risparmio considerevole d’energia e acqua. Nel progetto rientrano spazi abitativi, spazi per uffici, negozi e strutture scolastiche. Un sistema d’irrigazione interno immagazzina l’acqua in eccesso dagli edifici e la usa per sostenere le verdi facciate.

Gwanggyo"

Il Gwanggyo Green Power Center è completamente autosufficiente e può ospitare fino a settantasette mila abitanti. Inoltre, il progetto aiuterà a radicare un forte senso di comunità. Il budget stimato e le scadenze non sono ancora stati definiti ma il completamento del progetto è previsto per il 2011.

Gwanggyo"

Il progetto, innovativo ed interessante, potrebbe sembrare un poco inverosimile ma ha un grande potenziale per diventare una nuova tendenza futura. E’ molto importante sottolineare il bisogno di efficienza energetica nelle città del futuro ed il Gwanggyo Green Power Center rappresenta un grande inizio.

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Casa / Progetto

Seguiti dal Project Leader Jeremy J. Ham, un gruppo di studenti australiani immagina la casa del futuro per il 2050

Gli studenti del Scuola di Scienze e Tecnologie dell’Università di Deakin (“College of Science and Technology”), hanno creato la casa del futuro: una casa compatta ma con ambienti adattabili in base alle necessità degli abitanti. La casa del futuro, pensata per un nucleo familiare di quattro membri, avrà anche un giardino in condivisione e un patio.

Normalmente tendiamo ad associare le persone che abitano in case grandi con l’idea di successo personale e professionale. Questa è una delle caratteristiche più singolari della nostra società: i valori sono determinati da beni materiali che le persone acquisiscono durante la loro vita.

Ma per quanto riguarda gli edifici e le case, questo concetto ha i giorni contati.

Un gruppo di studenti del “College of Science and Technology” (Scuola di Scienze e Tecnologie) dell’Università di Deakin ha creato diversi progetti di case per l’anno 2050. Uno di questi progetti mostra come una famiglia di quattro persone possa vivere perfettamente in uno spazio di soli 16 metri quadrati. La casa ha una singola abitazione, ma al tempo stesso consiste in una stanza da pranzo, un ufficio, un salone, un bagno etc. Ma com’è possibile? Gli studenti hanno creato il concetto di “moduli” dove gli ambienti sono assemblati a seconda delle necessità di chi ci abita.

Questa tendenza ad abolire le pareti di una casa, incorporando l’ambiente e le persone che vivono al suo interno, sta diventando sempre più popolare tra gli architetti. Questo progetto mostra l’aspetto estremo di questa tendenza innovativa.

La casa del futuro ha anche un giardino e un patio, ha pareti con touch-screen e pannelli tralucenti. Inoltre, l’appartamento è totalmente autosufficiente. Questo progetto di casa del futuro ha già ricevuto diversi aggettivi come intelligente, virtuale, riciclabile, brillante ed interattiva.

Alla base di questo concetto c’è un insieme dinamico di spazio, tempo e necessità per le persone che vivranno nel futuro. I risultati del progetto possono essere visti nel video qui di seguito.

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Progetto / myFuture

Expo 2015: Milano apre le porte al mondo, per dare il benvenuto all’uomo che crea e innova

Expo Milano 2015

L’Esposizione Universale del 2015 (EXPO2015) avrà luogo in Italia e per l’esattezza a Milano. Per designer e innovatori di tutto il mondo, l’EXPO 2015 rappresenterà l’occasione per mostrare le loro ultime creazioni e nuove tecnologie.

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L’uomo è il vero protagonista dell’Expo 2015. La maggior parte delle persone hanno l’impressione che il punto chiave dell’EXPO 2015 è di mostrare tutta la meravigliosa e innovativa tecnologia di domani. Bene, sì lo è. Ma in realtà, tutte queste innovazioni sono state ideate per migliorare le nostre vite. Se non ci sono miglioramente, se tutte quelle innovazioni non cambiano nulla, a che servono?

L’uomo è il vero protagonista dell’Expo 2015. La maggior parte delle gente crede che il punto centrale dell’EXPO 2015 sia quello di mostrare tutta la tecnologia innovativa di domani. Bene, sicuramente lo è. In realtà tutte queste innovazioni sono state ideate per migliorare le nostre vite. Se la nostra vita non migliora, se tutte queste innovazioni non portano alcun cambiamento, resta da chiedersi a cosa servono.

Lavorare per il futuro di una città è un’esperienza molto sfidante. Ho progettato 25 soluzioni per l’Expo 2015 perché i visitatori possano vivere un’esperienza più divertente e rilassante. Alcune soluzioni, come ad esempio l’identificazione RFID, permetterà l’identificazione automatica del visitatore, l’accesso ad aree autorizzate e ridurrà i tempi di attesa. Scanner biometrici verranno usati per assicurare che solo il personale autorizzato abbia accesso alle aree riservate. Ed i visitatori saranno in grado di connettersi online all’EXPO per gestire al meglio il loro tempo e la loro visita. Queste sono solo alcune delle idee e soluzioni che ho creato per migliorare l’esperienza del visitatore all’Expo 2015.

Lo scopo dell’Expo non è solo quello si mostrare dove la tecnologia e dove il mondo sta andando, ma anche di mostrare dove la tecnologia è, a che punto si trova. L’Expo sarà l’occasione per mostrare ai visitatori tutti i servizi a loro disposizione. Grazie all’uso di diversi media e di nuove tecnologie, verrà migliorata la sicurezza e sarà disponibile un più alto grado di personalizzazione dei servizi. I visitatori si sentiranno si sentiranno a casa e al tempo stesso saranno in grado di ammirare paesi, culture e persone da tutto il mondo.

L’Expo 2015 ci mostrerà tutti i passi da gigante compiuti dall’uomo per avere una vita migliore. Ci renderemo conto di tutte le risorse che sono disponibili per noi visitatori. Perché dopotutto siamo noi visitatori gli ospiti d’onore.

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Ambiente / Progetto

Joanna Borek-Clement di San Francisco si immagina Sky-Terra, un nuovo design architettonico per alleviare strade dall’inquinamento e dal caos cittadino

La designer di San Francisco, Joanna Borek-Clement ha creato un design urbano architettonico innovativo che potrebbe alleviare l’inquinamento e le strade affollate. Sky-Terra è un sistema strutturale basato sul concetto di aggiungere un nuovo livello amico dell’ambiente alle più grande città, creando nuovi spazi pubblici per città già affollate.

Sebbene i grattacieli possano essere considerati belli, c’è chi si lamenta perché rovinano l’orizzonte saltando agli occhi come un gigante tra i pigmei. Guardati attorno in una qualsiasi grande metropoli e noterai le stesse cose: non c’è spazio per un’espansione, inquinamento, strade cittadine trafficate, un vasto schieramento di edifici che tolgono la luce del sole dalle strade. Gettano sulla città un’ombra minacciosa ed inquietante, togliendo il calore del solo e sostituendolo con le ombre e una temperatura più fresca. Il bisogno di spazi pubblici è cruciale in qualsiasi metropoli in espansione.

Joanna Borek-Clement è una designer di San Francisco che si è immaginata un nuovo modo di costruire palazzoni usando un nuovo design architettonico. Il suo design è ispirato dalla forma di un neurone, e farebbe in modo che le strade fossero riempite di parche ed edifici ricreativi per la comunità. La sua idea mostra edifici  che spuntano dalla terra e che si allargano ampi verso il cielo, costruendo in qualche modo un altro strato lontano dal terreno. Queste torri interconnesse sarebbe costruite anche con materiali di produzione di massa che consentirebbe il risparmio di energia critica e risorse preziose.

Mi piace questo progetto perche è molto significativo per l’ambiente e per migliorare in generale la vita dei cittadini. Trovo che la praticità del progetto possa farlo trasformare nei prossimi anni in qualcosa di concreto. Un nuovo ed intricato strato nel cielo potrebbe migliorare la qualità della vita per quelli che cercano di starne al di sotto.

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Motori / Progetto

Moy, la macchina elettrica con la carrozzeria led personalizzabile

Moy  è stata immaginata per una generazione di consumatori che utilizza le tecnologie  per esprimere  se stessi. L’idea del designer  Elvis Tomljenovic  è che in futuro tutti potranno essere in grado di progettare la propria auto sul proprio computer e quindi applicare il design  al proprio veicolo in modalità wireless o condividere con gli altri attraverso un sito web o e-mail. La carrozzeria dell’auto è realizzata interamente in policarbonato e dotata di pannelli  a cristalli liquidi, diodi LED e  fogli  electro-cromatici  all’interno.

Si racconta che Henry Ford, al momento della presentazione della Ford T nel 1908, disse che l’auto sarebbe stata disponibile «in tutti i colori, purché nera».

L’imposizione al mercato di un solo colore coincide con l’inizio del marketing inteso come “orientamento al prodotto”.

Il novecento è stato il secolo della produzione di massa: prodotti standardizzati, pensati per accontentare il maggior numero possibile di persone. Il nuovo millennio, invece, si è aperto con un altro imperativo: personalizzare tutto. Al centro del processo produttivo, oggi, ci sono i nostri desideri, ed è il motivo per cui sempre più spesso le imprese pensano a quali strumenti fornirci per lasciarci esprimere la nostra creatività.

Sono passati cento anni dal lancio della Ford T, e oggi possiamo cambiare il colore della nostra auto ogni volta che vogliamo.

Si chiama Moy, ed è stata ideata da un designer croato, Elvis Tomljenovic, che ha vinto il concorso Automotive Design Conference di Zagabria.

Moy è la concept car per “la generazione che userà la tecnologia come modo principale per esprimere se stessa e per comunicare”.

La scocca di MOY è composta da sottili strati di policarbonato che, a loro volta, contengono uno strato di cristalli liquidi, diodi LED e fibre elettrocromiche.

Al di là delle specifiche tecniche il principio è lo stesso dello screensaver, basta avere un computer. Scelgo l’immagine che mi piace di più, o ne realizzo una, e poi  la “invio” con il wi-fi alla macchina, che la applica sulla carrozzeria.

Il concept è di sicuro interesse, anche perché Tomljenovic ha pensato di dotare la macchina di un motore elettrico, a dimostrazione della sensibilità ecologica che fa ormai parte del DNA dei giovani designer.

La vera sfida, adesso, è rendere Moy anche sicura per affrontare il traffico delle nostre strade e trasformarla da idea brillante a prodotto di successo. Ricerca estetica, personalizzazione, rispetto per l’ambiente, sicurezza. Sarà questa l’auto del futuro?

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Ambiente / Progetto

La Designer di NYU, Carolina Pino, ha Inventato il “Shellhouse Living Portable”: Tecnologica Applicata ai Rifugi per Senzatetto che li Rende Rintracciabili

Carolina Pino, una studentessa dell’Università di NY, ha creato qualcosa che lei chiama Shellhouse Living Portable (una casa-guscio portatile). Si tratta di tettoie portatili e rintracciabili per senzatetto. Le ha create per consentire anche a coloro che sono meno fortunati di avere un collegamento con il mondo.

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Il cartone è uno dei materiali simbolo del consumismo: un materiale che evidenzia  le contraddizioni del mondo capitalistico, diviso tra abbondanza e miseria. Può contenere merci ed alimenti di ogni tipo, può essere gettato via tra i comuni rifiuti o riciclato.

Risalgono  al 1817 le  prime scatole di cartone della storia, anno in cui in Inghilterra vennero usate a scopo commerciale. Da sempre il cartone è protagonista della nostra quotidianità, ed in modo sempre più invisibile, quasi subliminale. E questa volta è diventato protagonista dell’installazione artistica di una giovane cilena.

L’autrice è Carolina Pino, studentessa dell’Università di New York – ed artista divisa tra Santiago del Cile e NewYork, ed il progetto si chiama “Shellhouse Living Portable” .

Carolina spiega che i suoi rifugi di cartone per i senzatetto sono il frutto di un progetto artistico che mirava a combinare qualcosa di davvero economico con la tecnologia: un affare per pochi – apparentemente. E invece questo limite è stato superato. La casa di cartone è infatti dotata di un circuito con trasmettitore radio che trasforma una semplice  scatola  in “nodi” tracciabili su internet.  Alla base di tutto c’è un hardware open source made in Italy, Arduino,  che sta riscuotendo un notevole successo internazionale.

Attraverso la connessione ad internet, la “shellhouse” è visibile online e rintracciabile all’interno della mappa della città con Google Maps.

In un’ottica di assistenza pubblica verso le fasce più disagiate della popolazione, questo progetto potrebbe evidenziare nuove possibilità di controllo e prevenzione, ed aiutare concretamente chi vive ai margini della comunità a non essere dimenticato.

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Progetto / Spettacoli&Cultura

Dall’Inghilterra Arriva un Casco Virtuale, in Grado di Attrarre i Cinque Sensi e Teletrasportarci in una Varietà di Mondi Virtuali

Il nuovo casco Cocoon coinvolge tutti e cinque i sensi, consente all’utente di trovarsi in un luogo o in un evento storico, stimolando tutti i sensi simultaneamente.

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Chiunque pensi che la storia non possa essere rivissuta e che ogni angolo del pianeta non possa essere esplorato, vorrà riconsiderare la propria teoria. Immagina di star seduto in casa ed essere in grado di rivivere momenti di secoli fa, o provare la sensazione di essere nel bel mezzo del rovente deserto del Sahara. La tecnologia non è così lontana da trasformare queste fantasie in realtà.

Il nuovo casco Cocoon attrae tutti e cinque i sensi e consente a chi lo usa di trovarsi in qualsiasi luogo o evento storico ed avere effettivamente tutti i sensi coinvolti simultaneamente.

Il Virtual Cocoon consisterà di una cuffia con microfono con speciali capacità elettroniche e di calcolo. I capi del progetto sono gli scienziati David Howard dell’Università di York, Alan Chalmers e Christopher Moir dell’Università di Warwick, insieme ad altri esperti dell’Università di Bangor, Bedford, e Brighton.

Indossando il casco virtuale l’utente vede immediatamente l’azione che si svolge proprio davanti ai propri occhi grazie allo schermo ad alta definizione. Un sistema surround accompagna la scena e  vengono rilasciati dei composti chimici per ricreare l’esatto odore dell’evento. Se si vuole osare un’avventura nel deserto, si sentirà il caldo torrido, se si vuole passeggiare in un bel giardino, verrà rilasciato un profumo di rose per creare un’esperienza indimenticabile. L’odore verrà generato elettronicamente usando una tecnica che libererà un aroma predeterminato su richiesta. Intanto il team ha intenzione di rendere una sensazione data dal fatto di tenere qualcosa in bocca o da dispositivi che forniranno degli input tattili.

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