
Moy è stata immaginata per una generazione di consumatori che utilizza le tecnologie per esprimere se stessi. L’idea del designer Elvis Tomljenovic è che in futuro tutti potranno essere in grado di progettare la propria auto sul proprio computer e quindi applicare il design al proprio veicolo in modalità wireless o condividere con gli altri attraverso un sito web o e-mail. La carrozzeria dell’auto è realizzata interamente in policarbonato e dotata di pannelli a cristalli liquidi, diodi LED e fogli electro-cromatici all’interno.
Si racconta che Henry Ford, al momento della presentazione della Ford T nel 1908, disse che l’auto sarebbe stata disponibile «in tutti i colori, purché nera».
L’imposizione al mercato di un solo colore coincide con l’inizio del marketing inteso come “orientamento al prodotto”.
Il novecento è stato il secolo della produzione di massa: prodotti standardizzati, pensati per accontentare il maggior numero possibile di persone. Il nuovo millennio, invece, si è aperto con un altro imperativo: personalizzare tutto. Al centro del processo produttivo, oggi, ci sono i nostri desideri, ed è il motivo per cui sempre più spesso le imprese pensano a quali strumenti fornirci per lasciarci esprimere la nostra creatività.
Sono passati cento anni dal lancio della Ford T, e oggi possiamo cambiare il colore della nostra auto ogni volta che vogliamo.
Si chiama Moy, ed è stata ideata da un designer croato, Elvis Tomljenovic, che ha vinto il concorso Automotive Design Conference di Zagabria.
Moy è la concept car per “la generazione che userà la tecnologia come modo principale per esprimere se stessa e per comunicare”.
La scocca di MOY è composta da sottili strati di policarbonato che, a loro volta, contengono uno strato di cristalli liquidi, diodi LED e fibre elettrocromiche.
Al di là delle specifiche tecniche il principio è lo stesso dello screensaver, basta avere un computer. Scelgo l’immagine che mi piace di più, o ne realizzo una, e poi la “invio” con il wi-fi alla macchina, che la applica sulla carrozzeria.
Il concept è di sicuro interesse, anche perché Tomljenovic ha pensato di dotare la macchina di un motore elettrico, a dimostrazione della sensibilità ecologica che fa ormai parte del DNA dei giovani designer.
La vera sfida, adesso, è rendere Moy anche sicura per affrontare il traffico delle nostre strade e trasformarla da idea brillante a prodotto di successo. Ricerca estetica, personalizzazione, rispetto per l’ambiente, sicurezza. Sarà questa l’auto del futuro?
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