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Consigli / Spettacoli&Cultura

Andy Warhol: tre consigli per un futuro legato all’arte, da una visione artistica che non ha mai avuto rivali

Andy Warhol

La biografia di Andy Warhol non è semplicemente una serie di eventi, bensì una storia sulla vita: è la storia di un’esistenza legata a tutto ciò che è stato descritto come creativo. La biografia di Andy Warhol è la testimonianza di un genio artistico che, grazie alla sua sensibilità, ha previsto ogni tendenza e movimento artistico. Qui ci sono tre consigli per gli artisti di oggi da parte di qualcuno che sapeva come vivere nel futuro, e che ha ancora successo nel presente.

Figlio di un immigrante sloveno, Andrew Warhola è nato in Pittsburg, Pennsylvania, il 6 agosto 1928. I suoi talenti erano numerosi e vari: pittore, scultore, fotografo, regista, attore, produttore musicale, star televisiva, modello e pubblicitario. La sua vita è stata una continua ricerca dell’ignoto, e visse il futuro come se fosse il presente.(His life was a continuous search for the unknown, and lived in the future as if it were the present.) Oggi si può dire che la sua vita fu il culmine di tutto quello che fu innovative e radical negli anni ’60, durante il periodo della pop art e dei film underground, ma anche degli anni ’70 e ’80, durante l’inizio dell’epoca postmoderna.

La famosa Factory, dove i suoi quadri e i suoi film prendevano forma, era la sua Hollywood privata; una fucina di sogni, e un punto di ritrovo dove amici, prostitute, artisti e importanti galleristi potevano incontrarsi per condividere pensieri e idee. Perché Warhol era così unico? Aveva la straordinaria abilità di penetrare i fili intrecciati della cultura contemporanea e rilevare sia gli aspetti negativi che quelli positivi della società americana.

Chi era in realtà l’artista che cambiò l’arte contemporanea? Chi sapeva come vivere nel presente avendo sempre un occhio per il futuro? Dalla profondità della creatività di Warhol e del suo genio artistico, ecco tre consigli riguardo la vita e l’arte:

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Consigli / Spettacoli&Cultura

Arnaldo Pomodoro: le riflessioni sulla vita dello scultore italiano, osservate attraverso le sue sculture e il loro contesto

Arnaldo Pomodoro

Arnaldo Pomodoro è più che un artista e un orafo; la sua vivacità proviene dalle sue visioni innovative. Qui trovate alcuni pensieri di valori provenienti dall’artista stesso, le sue previsioni sulla vita, l’arte e il futuro.

La reputazione mondiale di Arnaldo Pomodoro ha origini umili. È nato a Morciano, in Romagna, il 23 giugno del 1926. Dopo la nascita del fratello, Gio Pomodoro, un altro scultore di cui il talento è riconosciuto a livello internazionale, la sua famiglia si è trasferita dalla bellissima campagna a Pesaro. È stato in quella città che i fratelli sono stati in grado di studiare e produrre le loro prime creazioni artistiche. Arnaldo servì come consulente per il restauro di edifici pubblici di Pesaro, durante gli studi di scenografia e di lavoro come orafo.

Dopo la morte di loro padre nel 1954, Arnaldo e Gio si trasferirono con il resto della loro famiglia a Milano, e cominciarono a immergersi nella cultura artistica. Quell’anno il suo lavoro fu esibito per la prima volta alla Galleria Numero a Firenze e nella Galleria Montenapoleone a Milano. Nel 1955 la sua scultura fu esposta per la prima volta alla Galleria del Naviglio, a Milano.

Durante la fine degli anni ’60 e gli inizi degli anni ’70 eseguì commissioni per la scultura all’aperto in Darmstadt, New York e Milano. Nel 1995 il comune di Rimini gli commissionò una scultura in memoria di Federico Fellini; nel 1996 l’opera Sfera con sfera dal diametro di 3m e 30 cm è stata posta in piazza delle Nazioni Unite a New York; e nel 1998 ha ricevuto una l’incarico di creare il portone per la cattedrale Cefalù.

La lista delle realizzazioni e dei premi vinti da Arnoldo durante la sua carriera è tanto lunga quanto prestigiosa. Il ritratto della sua vita, come è stato dipinto finora, è quello di un’artista che ha espresso nelle sue opere il suo essere italiano, ma che rimane sempre pronto a guidare il suo talento verso nuove e innovative direzioni. E per quanto riguarda la sua arte? La sua arte mantiene le radice nel passato, da attenzione al presente, ed è sempre un passo avanti verso il futuro.

Attraverso gli occhi di un artista, ecco alcune riflessioni sull’arte, il presente e il futuro:

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Prototipo / Spettacoli&Cultura

Useremo l’iPhone senza neanche toccarlo

iPhone RFID

Abbiamo appena iniziato ad abituarci ai touch screen che già sono superati. É stato realizzato un nuovo prototipo d’iPhone RFID che può ricevere comandi dagli oggetti fisici che ci circondano. Se punteremo questo iPhone di nuova generazione nella direzione di un oggetto, ad esempio un prodotto sullo scaffale, ci mostrerà video collegati a quella merce: la pubblicità ed il marketing cambieranno volto.

Per leggere i sottotitoli nella tua lingua, clicca Arrow Up, poi sposta su Arrow Left.

Quando i cellulari hanno fatto la loro prima apparizione, eravamo tutti affascinati dal fatto che potessimo comunicare senza il bisogno di una rete fissa. I primi telefonini erano enormi ma durante gli anni sono diventati sempre più compatti e ricercati. Oggi, con il nostro cellulare possiamo collegarci ad internet o giocare a un videogioco ma la tecnologia non si ferma e diventa via via più creativa.

Identificazione a radio frequenza (RFID, Radio Frequency Identification) è un termine generico usato per descrivere un sistema che trasmette l’identità di un oggetto o di una persona senza un collegamento con fili (wireless). La RFID è usata nei cellulari sotto il termine NFC (Near Field Communications) ovvero Comunicazioni a campo ravvicinato. Grazie ad un lettore NFC incorporato all’iPhone, il telefono è in grado di interagire con altri oggetti attorno a lui. Ad esempio, quando l’iPhone passa vicino ad un giocattolo etichettato e collegato ad un video, il video parte automaticamente nel cellulare. Ovviamente questa descrizione è molto basica ma il potenziale di questa tecnologia per il futuro è enorme. Potrebbe realmente rivoluzionare il mondo del marketing.

Immagina di essere in un centro commerciale e pensa se il tuo iPhone si attivasse ogni qualvolta si avvicina ad oggetti etichettati o a qualsiasi articolo in vendita. E’ probabile che venga anche inventato un modo per personalizzare il marketing a seconda della categoria demografica di consumatori. Il ruolo dei cellulari nella nostra vita quotidiana cambierebbe drasticamente. C’è il pericolo che questa tecnologia possa rendere lo shopping un incubo (immagina l’iPhone che si attiva in continuazione), ma una cosa è certa: i cellulari stanno attraversando un periodo di sconvolgenti cambiamenti.

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Prototipo / Spettacoli&Cultura

L’invisibilità non è più un superpotere

Gli scienziati dell’Università di Berkeley in California hanno progettato dei materiali che modificano la direzione visibile naturale della luce, e fanno sì che l’oggetto appaia invisibile agli occhi umani. Questi materiali 3D curvano le onde luminose attorno all’oggetto a cui sono applicate. Grazie a questa nuova tecnologia, potrebbe essere possibile nel prossimo futuro andare in giro con un cappotto invisibile.

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Era il 1961 quando Stan Lee e Jack Kirby disegnarono ”I Fantastici quattro”, dando vita ad una fortunatissima serie di fumetti e personaggi che hanno divertito milioni di lettori. Chi, tra di voi, conosce le avventure di questi super eroi, ricorda il personaggio di Susan Storm, la “Donna Invisibile”.

Dopo circa 40 anni, quello che sembrava destinato a rimanere nella pagine dei comics è stato sperimentato con successo in laboratorio.

Alcuni interessanti tentativi risalgono già al 2006 , quando in North Carolina, presso la Duke University, alcuni ricercatori diretti dal Prof. David Smith avevano creato un “meta-materiale” che, come uno scudo, deviava microonde elettromagnetiche, rendendo così gli oggetti visibili solo a specifici rilevatori.

In soli 3 anni sono stati compiuti significativi passi in avanti.

All’università di Berkeley in California, un team di scienziati del “Nanoscale Science and Engineering Center”, diretto dal Professor Xiang Zhang, ha messo a punto per la prima volta un materiale 3-D in grado di invertire la direzione naturale della luce visibile e di quella vicina ai raggi infrarossi.

Si tratta di una scoperta che potrebbe contribuire a formare la base per l’ottica delle immagini ad alta risoluzione, nanocircuiti per computer di ultima generazione, e, per la gioia dei fanatici di film di fantascienza, anche per mantelli in grado di rendere gli oggetti invisibili all’ occhio umano.

I vantaggi di questa tecnologia 3D risiedono inoltre, nell’avere un costo di produzione inferiore ad altri “meta-materiali”, e nell’essere facilmente riproducibile.

Non rimane altro che immaginare le innumerevoli applicazioni che scaturiranno da questa scoperta, sperando che non sia solo il settore militare a goderne i benefici.

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Edizione Limitata / Spettacoli&Cultura

Il ricercatore del MIT Joe Pompei ha ideato il rivoluzionario Audio Spotlight che direziona le onde sonore e consente agli utenti di dirigere il suono

Audio Spotlight

Immagina di essere in grado di mandare un suono verso una sola persona o verso un punto specifico: il ricercatore del MIT Joe Pompei ha trovato un modo per far sì che sia possibile attraverso una tecnologia che dirige  e controlla le onde sonore. La sua nuova tecnologia, chiamata Audio Spotlight, può essere controllata con la stessa precisione della luce ed è già usata in giro per il mondo.

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Immagina di guardare indisturbato il tuo programma preferito seduto nel divano del tuo salone mentre qualcuno accanto a te ascolta la sua canzone preferita alla radio. Lo sviluppo di questo tipo di strumento ci consentirebbe di fare qualcosa che anche solo dieci anni fa era praticamente inimmaginabile.

Alla fine del XIX secolo, quando Thomas Edison inventò il fonografo, il fatto di proiettare suoni registrati fu solo una conseguenza dei suoi sforzi per riascoltare i messaggi registrati dal telegrafo e per automatizzare i suoni per la trasmissione via telefono. Sicuramente Edison non avrebbe mai immaginato il grado di evoluzione delle sue tecnologie e di quelle dei suoi successori. Oggi non solo abbiamo i mezzi per proiettare il suono ma abbiamo anche la capacità dirigerlo o convogliarlo verso un punto specifico.

C’è una tecnologia rivoluzionaria, creata dal Dr. Joe Pompei del MIT, nella quale il suono è diretto verso un’area determinata. “Audio Spotlight” non è stato per Pompei un casuale errore ma così spiega da dove gli è venuta l’ispirazione: “Iniziai ad interessarmi a cosa fossero realmente i difetti dei tradizionali altoparlanti”.

Le casse tradizionali trasmettono suoni non diretti ad una lunghezza d’onda di diversi metri. L’Audio Spotlight di Pompei trasmette onde ultrasoniche e millimetriche in un raggio di suono molto stretto, che diventa udibile mentre viaggia attraverso l’aria. Essenzialmente, Pompei ha scoperto un modo per utilizzare un ultrasuono che eccita l’aria e genera un suono creato in sospeso.

Queste nuove onde possono viaggiare molto più in là ed essere molto più concentrate delle normali onde sonore. Il processore e l’amplificatore sono integrati in un sistema che è circa delle dimensioni di un tradizionale amplificatore audio ed utilizzano anche all’incirca la stessa potenza.

Pompei ha fondato una società, “Holosonics”, che vende Audio Spotlight.  “Abbiamo avuto successo vendendo direttamente al mercato globale dei professionisti… La nostra applicazione cavallo di battaglia sono quegli ambienti che richiedo “suono senza rumore” come i musei, centri di visite aziendali, eventi o installazioni in gallerie e esposizioni di vendita al dettaglio. Ma la nostra ultima destinazione per Audio Spotlight è la casa.”. Cerca Audio Spotlight! Potrebbe trovarsi sugli scaffali dei negozi prima che tu possa immaginare.

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Intervista / Spettacoli&Cultura

L’Imprenditrice Tecnologica, Tan Le, Spiega Come Emotiv Trasformerà i Nostri Pensieri In Azioni

L’mprenditrice tecnologica, Tan Le, spiega cosa è Emotiv e come potrebbe essere applicato nel futuro, Ci sono molte applicazioni possibili per questo tipo di tecnologia: per rendere più realistica l’esperienza di un video gioco o per dare a soccorso a persone disabili in sedia a rotelle.

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La ricerca sull’interfaccia cervello-computer (BCI, Brain Computer Interface) iniziò nel 1970 all’Università della California a Los Angeles (UCLA) con un finanziamento da parte della National Science Foundation. Le ricerche in questo settore ad oggi sono numerose e si rivolgono principalmente alla neuro-prostetica, in grado di guarire l’udito scarso di una persona così come la vista e il movimento. I sistemi di BCI sono basati sull’interpretazione dei segnali del cervello e lavorano per migliorare il modo in cui funzionano.

Oggi grazie alla straordinaria influenza dei fanatici di videogiochi, è possibile trovare sul mercato una cuffia con microfono per videogiochi capace di trasformare pensieri in azioni: Emotiv. Questa cuffia speciale possiede una tecnologia non invasiva che riesce ad interpretare gli impulsi elettrici del cervello e a monitorare le reazioni del fruitore. La cuffia è configurata attraverso il software Emokey che consente l’inserimento del nostro umore in qualsiasi videogioco.

Emotiv permette tre livelli di rilevamento: espressivo –per notare l’espressione della nostra faccia; affettivo –cattura le nostre emozioni che modificano dinamicamente il contesto del gioco (il volume della musica ed i colori –adattati alle nostre sensazioni); cognitivo –per controllare gli oggetti, semplicemente pensando all’azione che sta per verificarsi.

L’imprenditore tecnologico Tan Le è stato intervistato da David H. Freedman del INC Magazine.

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Progetto / Spettacoli&Cultura

Dall’Inghilterra Arriva un Casco Virtuale, in Grado di Attrarre i Cinque Sensi e Teletrasportarci in una Varietà di Mondi Virtuali

Il nuovo casco Cocoon coinvolge tutti e cinque i sensi, consente all’utente di trovarsi in un luogo o in un evento storico, stimolando tutti i sensi simultaneamente.

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Chiunque pensi che la storia non possa essere rivissuta e che ogni angolo del pianeta non possa essere esplorato, vorrà riconsiderare la propria teoria. Immagina di star seduto in casa ed essere in grado di rivivere momenti di secoli fa, o provare la sensazione di essere nel bel mezzo del rovente deserto del Sahara. La tecnologia non è così lontana da trasformare queste fantasie in realtà.

Il nuovo casco Cocoon attrae tutti e cinque i sensi e consente a chi lo usa di trovarsi in qualsiasi luogo o evento storico ed avere effettivamente tutti i sensi coinvolti simultaneamente.

Il Virtual Cocoon consisterà di una cuffia con microfono con speciali capacità elettroniche e di calcolo. I capi del progetto sono gli scienziati David Howard dell’Università di York, Alan Chalmers e Christopher Moir dell’Università di Warwick, insieme ad altri esperti dell’Università di Bangor, Bedford, e Brighton.

Indossando il casco virtuale l’utente vede immediatamente l’azione che si svolge proprio davanti ai propri occhi grazie allo schermo ad alta definizione. Un sistema surround accompagna la scena e  vengono rilasciati dei composti chimici per ricreare l’esatto odore dell’evento. Se si vuole osare un’avventura nel deserto, si sentirà il caldo torrido, se si vuole passeggiare in un bel giardino, verrà rilasciato un profumo di rose per creare un’esperienza indimenticabile. L’odore verrà generato elettronicamente usando una tecnica che libererà un aroma predeterminato su richiesta. Intanto il team ha intenzione di rendere una sensazione data dal fatto di tenere qualcosa in bocca o da dispositivi che forniranno degli input tattili.

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