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Intervista con la neurologa italiana Rita Levi-Montalcini: “Il progresso dipende dal nostro cervello. La parte più importante del nostro cervello, che è la parte neocorticale, deve essere usata per aiutare gli altri e non solo per fare scoperte.”

Rita Levi Montalcini

Durante un’intervista presso il programma, Che tempo che fa, la neurologa e vincitrice del premio Nobel, Rita Levi Montalcini, ha parlato delle funzioni del cervello e dell’importanza dell’aiutare il prossimo. Cosa hanno in comune queste due cose? Secondo la neurologa, noi possiamo controllare le nostre azioni ed emozioni, usando una parte diversa del nostro cervello.

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La neurologa italiana, Rita Levi-Montalcini, in un’intervista con Fabio Fazio, afferma che “il progresso e la ricerca devono continuare; non si può chiudere il cervello con un lucchetto”. Cosa ha portato questo prestigioso rappresentante della comunità internazionale scientifica a parlare del cervello e del bisogno di aiutare gli altri?

Rita Levi-Montalcini è nata nel 1909 a Torino. Sebbene suo padre credesse che le donne non dovessero perseguire una carriera, Rita ha conseguito la laurea con lode in Medicina, nel 1936 presso l’università di Torino. Successivamente a continuato gli studi prendendo una laurea di specializzazione in neurologia e psichiatria, nel 1940. Nel 1986 ha ricevuto il Nobel per la medicina grazie alla scoperta fatta con il collega Stanley Cohen sul fattore di crescita dei nervi (Nerve growth factor – NGF). Nel 2001 è stata nominata senatore a vita.

La sua curiosità intellettuale non si limita agli studi di teoria scientifica; è sempre stata interessata anche ai cambiamenti della società umana. La sua ricerca non è condotta solo per un interesse scientifico. Rita ha anche una forte convinzione ed un messaggio per il futuro: è fondamentale per le persone, da un punto di vista scientifico, avere un obiettivo che includa aiutare tutte quelle persone che non hanno il privilegio di appartenere all’èlite scientifica e tecnologica.

Rita ha scoperto che l’uomo nasce socievole, perché è guidato dalla parte di cervello dominata dal lobo limbico, che è definito dalla emozioni. Ma quali sono le implicazioni di questa osservazione? Le nostre azioni, che provengono dalla parte emozionale del nostro cervello, possono avere conseguenze dannose. Quindi i nostri comportamenti provengono da impulsi primitivi. La sua conclusione è che possiamo usare la nostra neocorteccia per compensare questi atteggiamenti. In altre parole, il nostro futuro può essere cambiato. Dobbiamo lottare per il controllo e l’utilizzo della neocorteccia al posto del sistema limbico, allo scopo di controllare le nostre azioni e i nostri comportamenti.

Il nostro futuro si trova nel nostro cervello.

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  1. L’azienda californiana PLX Devices presenta l’interaccia XWave EEG, che ti permette di vedere la tua mente in azione | VitoDiBari.com said:
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