Le notizie corrono sul web come schegge impazzite e spesso si rischia che nei livelli successivi alla fonte, la stessa si perda o disperda nel marasma della rete. Il New York Times, testata giornalistica della Grande Mela, consapevole di tali rischi ha iniziato a lavorare sulla propria strategia già nel 2009. Ora, all’alba del 2011, il giornale più famoso al mondo svela le sue carte. Di cosa si tratta? Leggete il post qui.
Durante la conferenza EG (Entertainment Gathering), Kevin Kelly condivide una statistica divertente: Internet, cosi’ come lo conosciamo oggi, esiste soltanto da 5000 giorni. Ora, Kelly si chiede, come facciamo a prevedere cio’ che avverra’ nei prossimi 5000 giorni?
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“Internet ha solo 5,000 giorni…”
Sapevate che vengono inviate al secondo due milioni di emails? Che ne pensate del fatto che ci sono 100 miliardi di clic in internet al giorno? Oggi, tutta le persone, per la maggior parte, sono sempre collegate a internet, che sia con un computer o con un cellulare. Tuttavia, pochi di noi pensano all’infinita offerta d’informazione e opportunita’ che il web realmente rappresenta.
Kevin Kelly, il direttore esecutivo della rivista Wired, mette in evidenza che la maggior parte della gente ha accettato Internet nelle proprie vite senza alcun dubbio o esitazione. Il Web e’ un esempio di come le persone arrivano ad accettare anche cio’ che appare impossibile. Seguendo con questa idea, Kelly crede che cio’ che e’ ancor piu’ interessante sono gli avvenimenti nei prossimi 5000 giorni. Se siamo stati in grado di arrivare cosi’ lontano in cosi’ poco tempo, quali meraviglie si presenteranno nei prossimi anni avvenire? Kelly fa notare che il Web ci ha insegnato che abbiamo bisogno di migliorare la nostra predisposizione nel credere nell’impossibile. Quindici anni fa, nessuno avrebbe creduto possibile tutto cio’ che siamo in grado di fare oggi con un clic. In appena 5000 giorni, abbiamo costruito una singola macchina globale attraverso il web. Tutti gli strumenti che usiamo (computer, cellulari, etc.), sono semplicemente punti di accesso attraverso i quali entriamo in un’enorme rete globale.
Questa teoria, in cui Internet e’ visto come un super computer e un super cervello sta diventando sempre piu’ comune: Kelly guarda oltre questa teoria anticipando il futuro. La presenza di questo super cervello e’ evidente dappertutto; siamo costantemente connessi. Ed e’ indubbio che il Web continuera’ ad evolvere e a migliorare. Nel futuro, Internet non sara’ solo un enorme database. Tutti noi diventeremo un’estensione di questo mega cervello.
Quali potranno essere le implicazioni di questo tipo di fenomeno?
I prossimi 5,000 giorni di Internet non saranno semplicemente migliori ma diversi. Ad esempio, Internet non sara’ piu’ un’offerta passiva d’informazioni, ma dara’ alle informazioni anche un valore o significato. Vorrei proporre un finale alternativo all’argomento di Kelly: nonostante in futuro le macchine potranno essere in grado di risolvere tutti i nostri problemi, la capacita’ critica viene sempre dall’uomo. Internet puo’ continuare ad esistere per i prossimi 5000 giorni, ma senza l’uomo, non rappresenta nulla.