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Tim Brown e il design thinking: dagli oggetti ai sistemi, dall’ottica del mercato a quella dell’uomo

Tim Brown - Change By Design

Il design non deve essere visto come creatività applicata alle necessità del mercato e del consumismo. Deve essere veicolo ed espressione di una linea di pensiero, di una logica di creazione che coinvolga tre grandi assi: desiderabilità, attuabilità, funzionalità. Così era anche prima che la figura del designer si delineasse come tale. Così sarà e deve essere nel prossimo futuro. In questa direzione deve essere orientato lo sguardo dei nuovi designers.

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Il design è un agente di cambiamento che ci può aiutare a comprendere le complessità del reale e a scioglierne le problematiche creando qualcosa di utile e bello. Dunque nel design, bisogna pensare in grande: questa la teoria proposta da Tim Brown, CEO della società IDEO, leader a livello globale nel settore del innovation and design. Le sfide globali cui siamo sottoposti oggi, richiedono un pensiero radicale per poter essere affrontate. Il design quindi non deve essere visto come creatività applicata alle necessità del mercato o come motore del consumismo. Deve essere veicolo ed espressione di una linea di pensiero, di una logica di creazione che coinvolga tre grandi assi: desiderabilità, attuabilità, funzionalità. Ciascun asse rappresenta una direzione precisa, e deve funzionare nel rispetto di alcuni criteri fondamentali. Primo criterio tra tutti è quello della trasparenza, perchè problemi complessi richiedono soluzioni lineari. Domande complicate richiedono risposte semplici. Inoltre le soluzioni di successo sono quelle che riescono a smuovere le persone soddisfacendo i loro bisogni dando un senso alle loro speranze  e aspettative. Dunque devono essere anche d’ispirazione. Proprio per questo, ogni nostra idea non deve essere legata al passato ma deve essere protesa al futuro: avere la forza di spezzare i legami con le concezioni più tradizionali del mondo ed essere tanto radicale quanto dirompente. Belle parole ma, quali sono le caratteristiche che rendono un’idea di design tanto forte? Tim ha una risposta pronta anche su questo: partecipativa, contestuale e sostenibile. In altre parole, ogni idea deve essere frutto di una compartecipazione tra creatore e i fruitori. Di conseguenza, per avere l’interesse di questi ultimi, non può essere isolata dal contesto cui è diretta e deve, allo stesso modo, essere sviluppata in maniera responsabile. Una soluzione robusta ai problemi cui si rivolge. Nel futuro, è necessario, secondo Tim, spostare il focus dal semplice design (dall’oggetto e la sua vendibilità) al design thinking (all’approccio ed il suo senso). La nostra visione del futuro non può essere limitata a rendere gli oggetti semplicemente più utili, più belli e più commerciabili. Questo significa pensare in piccolo, essere incrementali: dunque arricchire il prodotto senza nessun reale valore aggiunto, considerando il design come puro strumento a supporto del consumismo. Cambiare prospettiva, suggerisce Tim, vuol dire usare il design per ottenere un impatto maggiore sul mondo. Il design può risolvere problemi e spingere all’innovazione, al cambiamento. Ciascun oggetto è collegato ad un proprio universo, e ciascun designer deve pensare per sistemi, non per immagini e tendenze.Questo significa pensare in grande.

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